Questo articolo è stato letto 0 volte

Il sistema delle sanzioni procede al rallentatore

Niente pugno di ferro per chi non rispetta la trasparenza. Il Dlgs 33/2013 ha previsto diverse sanzioni per le amministrazioni che “dimenticano” di diffondere i dati richiesti, ma prima di vederle applicate serve ancora del tempo.

Come ha chiarito anche la Funzione pubblica con la circolare in «Gazzetta» il 12 settembre, solo la mancata pubblicazione dei dati sui dirigenti e sui consulenti, così come di quelli sulle municipalizzate e sulle società partecipate, fa già scattare le sanzioni: nel primo caso, una sanzione pari alla somma corrisposta al consulente o al dirigente, nel secondo il divieto di erogare altre somme alle società controllate. Al contrario, per le multe a politici o amministratori che non comunicano il proprio compenso occorrerà aspettare il 20 ottobre (180 giorni dall’entrata in vigore del decreto 33).

In questa prima fase la Civit, l’Autorità incaricata di vigilare sulla trasparenza e sulla corruzione, è impegnata nell’assistenza e supporto agli enti alle prese con i tanti adempimenti del «ciclone trasparenza» (1.400 richieste di pareri presentate finora contro le 300 del 2012). In più, i tempi per mettere in piedi l’apparato sanzionatorio non sono brevi: ogni ente dovrà prima individuare con un regolamento a chi spettano istruttorie e sanzioni (delibera Civit 66/2013 di luglio). Queste figure andrebbero indicate comunque, ma per ora sono in pochi ad averlo fatto.

La Civit ha chiesto agli Oiv (organismi interni di valutazione) di pubblicare entro settembre una relazione sull’adempimento di cinque obblighi chiave: le procedure per l’accesso civico, i dati sulle società partecipate, il pagamento dei debiti scaduti, le informazioni sui procedimenti amministrativi e, infine, la qualità e i costi dei servizi. «Sappiamo che quest’ultimo è un aspetto complesso da valutare, ma anche molto trascurato» precisa la presidente Civit, Romilda Rizzo. Da ottobre l’Authority comincerà a valutare le relazioni degli Oiv in alcuni siti campione. «Segnaleremo le carenze ai responsabili della trasparenza per i provvedimenti dovuti», conclude Rizzo.

Le principali violazioni

INADEMPIMENTO
Mancata pubblicazione dei dati su enti vigilati e società partecipate: onere finanziario, bilanci ultimi tre anni, quote possedute Mancata pubblicazione dei compensi degli amministratori di enti vigilati e società partecipate Mancata pubblicazione dei dati su redditi e patrimonio dei politici

SANZIONE
Divieto di erogare somme all’ente o alla società partecipata Sanzione pecuniaria da 500 a 10mila euro per il responsabile della mancata pubblicazione o l’amministratore inadempiente Sanzione pecuniaria da 500 a 10mila euro per il responsabile della mancata pubblicazione

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>