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Il nuovo Codice della strada cerca il sì in luglio

ROMA – È partito al Senato il rush finale per far entrare in vigore le nuove norme del Codice della strada prima dell’esodo di agosto. I lavori in commissione Lavori pubblici a Palazzo Madama sono iniziati con la relazione del senatore Angelo Maria Cicolani (Pdl) che ha illustrato le modifiche introdotte alla Camera al provvedimento, che viene esaminato in quarta lettura al Senato. Si lavorerà a ritmi serrati per consentire al testo di sbarcare sulla Gazzetta Ufficiale al massimo il 30 luglio, appena in tempo per colpire i comportamenti peggiori al volante per l’esodo. «Chiediamo uno sforzo a tutte le commissioni che devono emettere i pareri – sottolinea il relatore Cicolani – e auspico che il provvedimento possa arrivare in aula martedì 28 luglio per il placet finale». Saranno subito operative le norme che introducono il tasso alcolemico zero per neopatentati (nei primi 3 anni di guida) e conducenti professionali, ma anche il giro di vite su chi produce, commercializza o trucca le minicar per farle correre oltre i 45 km/h. Immediatamente in vigore anche la norma che non consente più di salire a bordo di un ciclomotore o di una macchi-netta se la patente è revocata, un escamotage che finora è stato utilizzato da molti automobilisti senza più titolo di guida. Subito in vigore anche l’obbligo di uso delle lenti sulle due ruote e delle cinture sulle minicar. Le altre norme per entrare in vigore dovranno attendere i tempi della vacatio legis. Già da ieri si lavora alle intese per ottenere velocemente la sede redigente, che consente un iter più rapido al provvedimento: in pratica la commissione vota il testo articolo per articolo, mentre all’Assemblea è riservato il voto finale. Alcune modifiche introdotte alla Camera, comunque, sono risultate indigeste ad alcuni senatori che non hanno, per esempio, gradito l’eliminazione del casco in bici per i minori di 14 anni e la cancellazione del limite di velocità di 60 km/h con bambini a bordo sulle moto introdotta da Palazzo Madama in seconda lettura. Non è piaciuto, poi, che le notifiche delle multe siano state riportate a 90 giorni, al posto dei 60 introdotti dai senatori per fare pressione sui Comuni per uno sforzo di organizzazione. Mugugni anche sulle norme introdotte su locali pubblici e feste in spiaggia: per molti non era competenza del Codice della strada recepirle.

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