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Il Nord stringe la morsa sul fisco

Il vento del Nord comincia a soffiare sempre più forte anche sul fisco. Ed è quella che ha tutta l’aria di una azione a tenaglia di Lega e ministero dell’economia a prefigurare la nuova strategia messa in campo dal numero uno di via XX Settembre, Giulio Tremonti, con la benedizione dei vertici del Carroccio, per catturare ulteriori consensi nel settentrione in vista delle elezioni amministrative. Azione a tenaglia, si diceva, ma anche manovra di aggiramento, perché ieri, mentre Tremonti buttava lì sul tavolo, subito lodato e ringraziato dal sindaco di Milano Letizia Moratti, la sua proposta di introdurre una tassazione di vantaggio per la piazza finanziaria di Milano, una numerosa pattuglia di parlamentari leghisti a Montecitorio, presentava una interrogazione rivolta, guarda caso, proprio al ministro delle finanze, che è sempre Tremonti. In quell’interrogazione, i parlamentari padani chiedono se non sia il caso di rendere più severi gli accertamenti antievasione nel Sud. E che non si tratti di una boutade, ma di un’iniziativa seria, è dimostrato dal calibro dei firmatari: gente come il capogruppo della Lega alla camera, Marco Reguzzoni, la sua vice Carolina Lussana, e a seguire più di cinquanta nomi. I deputati del Carroccio ricordano che l’Agenzia delle entrate nel 2010 ha recuperato 10,6 miliardi di euro contro i 9,1 miliardi dell’anno precedente , e aggiungono che a questa somma «si devono sommare le maggiori entrate per interessi di mora e maggiori rateazioni, e i 6,6 miliardi di euro di minori compensazioni operate». Un risultato, che potrà migliorare quando sarà a punto la nuova banca dati, Dbgeo, che potenzierà «l’efficacia e l’efficienza dell’attività di prevenzione e repressione dei fenomeni di elusione ed evasione fiscale sul territorio nazionale». Già da ora, però, notano i deputati del Carroccio, le notizie di cui si è a conoscenza permetterebbero di riorientare l’azione di contrasto all’evasione fiscale con l’obiettivo di rafforzare i controlli nel sud. Dbgeo, infatti, ha stabilito che in media, «il contribuente italiano evade 17 euro e 87 centesimi per ogni 100 euro di imposte versate al fisco» cifra che sale a 38,41 centesimi se si escludono tutti quei redditi sui quali è impossibile evadere. Ma è un altro dato che secondo i leghisti suggerisce l’opportunità di una revisione della strategia: mentre in un gruppo di province del centro-nord che comprende anche Milano e Roma i contribuenti versano quasi il 90% delle imposte dovute in base al loro reddito presunto, a Caserta, Salerno, Cosenza, Reggio Calabria, Messina e quasi tutte le province del Sud (con l’eccezione di Napoli, Bari, Catania e Palermo) si scende al 34-35%. «Emerge chiaramente che nelle zone dove il tenore di vita è più basso e meno forte è la presenza dello Stato l’attitudine dei cittadini a pagare le tasse è inferiore». conclude l’interrogazione. Che chiede di «rafforzare la presenza nelle zone dove la compliance fiscale è inferiore e quali siano le linee guida degli interventi che l’Agenzia delle entrate intende porre in essere per rafforzare ulteriormente l’azione di prevenzione e contrasto dei fenomeni di elusione ed evasione fiscale su tutto il territorio nazionale e se l’Agenzia delle entrate intenda rafforzare la propria presenza nelle zone dove, in base ai dati diffusi, l’attitudine a pagare le tasse è inferiore». Cioè, appunto, nel mezzogiorno, visto che nel resto del paese, almeno secondo i dati dell’Agenzia delle entrate, il fenomeno dell’evasione è, se non altro, non così eclatante almeno in termini percentuali. Insomma, a poche settimane dalle amministrative la sortiuta della Lega avrà di certo l’effetto di infiammare la sua base elettorale nel settentrione del paese. Quanto a Tremonti, il ministro dell’economia, con la sua idea di faree di Milano una sorta di zona franca, darà di certo una forte spinta alla Moratti impegnata nel tentativo di riconquistare palazzo Marino. «Cerchiamo di fare qualcosa di più per Milano», ha detto il numero uno di via XX Settembre nel presentare la sua idea. Subito contestata dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha detto di aspettare ancora la tassazione di vantaggio per il Sud.

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