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Il governo pronto a cambiare la nuova tassazione sulla casa

«Dieci miliardi di tasse in più rispetto a quest’anno» denunciano i proprietari. «Con un aumento dell’imposizione sulla prima casa fino al 70%» aggiungono i costruttori. Mentre il presidente del Consiglio cerca la quadratura politica sulla legge di Stabilità, con un lungo incontro a colazione con il vicepremier Angelino Alfano e i ministri Dario Franceschini e Fabrizio Saccomanni, in Parlamento scoppia l’allarme sulla riforma dell’Imu e l’arrivo della Trise, punto cardine della manovra 2014 dalla quale il Tesoro si attende una crescita del pil dell’1,1%, un po’ migliore di quanto previsto solo pochi giorni fa.

Secondo l’Associazione dei costruttori edili l’arrivo della Tasi, la componente della Trise che copre i servizi indivisibili dei comuni, potrebbe generare nel 2014 un aggravio del carico fiscale fino al 72% sulla prima casa, nonostante l’eliminazione dell’Imu. E questo, ha spiegato ieri il presidente degli imprenditori edili, Paolo Buzzetti, ipotizzando l’applicazione dell’aliquota minima della Tasi, che è pari all’1 per mille, ma che può essere alzata dai comuni fino al livello massimo dell’Imu (6 per mille sulla prima casa, 10,6 sulle altre abitazioni) più un altro un per mille (quindi 7 per mille sulla prima casa e 11,6 sulle altre).

«Se approvata senza modifiche la legge di Stabilità determinerà aumenti di tassazione sugli immobili che potranno portare a quasi dieci miliardi di gettito in più rispetto a quest’anno» ha confermato il presidente della Confedilizia, che associa i proprietari di case, Corrado Sforza Fogliani.

Il governo sembra pronto a correre ai ripari. «Presenterò degli emendamenti. Dovremo assolutamente migliorare la questione della casa, anche per recepire osservazioni giuste e corrette che stanno arrivando dalle associazioni e dal Parlamento» ha detto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Altre modifiche potrebbero essere necessarie alla manovra su pensioni e pubblico impiego, che i sindacati bocciano senza appello, confermando lo sciopero. «Lo smontiamo solo se il governo cambia la manovra» ha detto ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, il più moderato dei tre segretari confederali. Infine, il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, caldeggia un emendamento per escludere dai benefici dei passati condoni chi non è in regola con i pagamenti.

Il governo, mentre il Pdl sollecita la convocazione della cabina di regia, aggiorna il quadro delle previsioni e tenta di chiudere le operazioni di bilancio del 2013. Oggi potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri un decreto con le norme per accelerare le dismissioni immobiliari e le privatizzazioni, e la maggiorazione dell’addizionale comunale Irpef a Roma dallo 0,9 attuale all’1,2% del prossimo anno. Nel 2014 il Tesoro conta di chiudere l’anno con una crescita del pil dell’1,1%, un decimo di punto in più rispetto a quanto stimato a metà settembre.

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