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Il fisco regionale scopre le carte

Il Federalismo fiscale regionale scopre le carte. Il parere sul decreto su fisco regionale, provinciale, città metropolitane e sanità è stato depositato in commissione bicamerale, la cosiddetta La Loggia, dal relatore di maggioranza, Massimo Corsaro. Numerose le novità in arrivo, alcune delle quali frutto di intesa con il Pd. Vediamo di riassumerle.

BENCHMARK NELLA SANITÀ
Sarà anche una regione del sud, probabilmente la Basilicata, a fare da modello per il calcolo dei costi e dei fabbisogni standard ai quali si dovranno adeguare tutte le regioni in base al federalismo regionale. Nel decreto rimane la previsione per cui lo standard, applicato dal 2013, viene stabilito sulla base di parametri relativi a tre regioni scelte dalla Conferenza unificata su una rosa di cinque (di cui obbligatoriamente la prima, che dovrebbe essere la Lombardia) indicate dal ministero della Salute di concerto con il Tesoro, tra quelle non soggette a piani di rientro e che abbiano garantito l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizione di equilibrio economico. Ma viene anche previsto che si dovrà tenere conto dell’esigenza di garantire una rappresentatività in termini di appartenenza geografica al nord, al centro e al sud, con almeno una regione di piccola dimensione geografica. Tra le regioni benchmark dovrebbe rientrare anche la Toscana. Il testo prevede la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e degli obiettivi di servizio nelle materie diverse dalla sanità (assistenza, scuola, trasporto pubblico locale). Ad occuparsene sarà la Sose in collaborazione con l’Istat.

LOTTA ALL’EVASIONE
Così come accaduto con i comuni anche le regioni saranno incentivate a partecipare alla lotta all’evasione fiscale. Alle regioni viene, infatti, dato in dote “l’intero gettito derivante dall’attività di recupero fiscale riferita ai tributi propri derivati e alle addizionali alle basi imponibili dei tributi erariali di cui al presente decreto”. Nelle loro casse va anche “una quota del gettito derivante dall’attività di recupero fiscale in materia di Iva”.

RIDUZIONE IRAP
Viene anticipata di un anno la possibilità per le regioni di ridurre le aliquote dell’Irap fino ad azzerarle. “A decorrere dall’anno 2013 – si legge nel nuovo testo (prima era 2014 ndr.) – ciascuna regione a statuto ordinario, con propria legge, può ridurre le aliquote dell’Irap fino ad azzerarle e disporre deduzioni dalla base imponibile”. Dal 2013 vengono soppressi i trasferimenti statali e, contemporaneamente, parte il fondo di perequazione per coprire integralmente i servizi essenziali. “A decorrere dall’anno 2013 l’addizionale regionale all’Irpef è rideterminata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministro per le riforme per il federalismo e con il ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale, da adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-Regioni e previo parere delle Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica competenti per i profili di carattere finanziario, in modo tale da assicurare garantire al complesso delle regioni a statuto ordinario entrate corrispondenti al gettito assicurato dall’aliquota di base vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, ai trasferimenti statali soppressi (la compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina, ndr)”.

FONDO PEREQUAZIONE
Anticipata di un anno dal 2014 al 2013, come chiesto dal Pd, l’istituzione di un fondo di perequazione alimentato dal gettito prodotto dalla compartecipazione all’Iva determinata in modo tale da garantire in ogni regione il finanziamento integrale delle spese per i servizi essenziali.  In questo modo ci sarà un allineamento tra lo stop ai trasferimenti e l’avvio del fondo di solidarietà azzerando il periodo transitorio.

TASSE REGIONALI
Tra le tasse delle quali le regioni potranno disporre in base al federalismo regionale ci sarà anche quella sulle “emissioni sonore degli aeromobili”.  Arriva anche la possibilità (così come previsto per i comuni) di introdurre una tassa di scopo per la costruzione di opere pubbliche. “Nell’ambito della revisione dell’imposta di scopo di cui all’articolo 6 del decreto legislativo” del fisco municipale, si legge nel testo, “è disciplinata anche l’imposta di scopo destinata alle province, nel rispetto delle medesime norme generali”. Una stangata è invece in arrivo sulle auto di grossa cilindrata e inquinanti. Il testo specifica, infatti, che il governo, con la legge di stabilità metta mano a una revisione dell’imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli richieste al pubblico registro automobilistico. E tra i canoni della revisione c’è anche la cilindrata del veicolo e l’inquinamento che produce.

COMPARTECIPAZIONE COMUNALE
Stop dal 2013 ai trasferimenti da regione a comune e, contestualmente, compartecipazione dei municipi alle imposte regionali, in primis all’Irpef. “Con efficacia a decorrere dal 2013 – si legge nel testo – ciascuna regione a statuto ordinario determina con atto amministrativo, previo accordo concluso in sede di Consiglio delle autonomie locali, d’intesa con i comuni del proprio territorio, una compartecipazione ai tributi regionali, e prioritariamente alla addizionale regionale all’Irpef, o individua tributi che possono essere integralmente devoluti, in misura tale da assicurare un importo corrispondente ai trasferimenti regionali” tagliati. Per quanto riguarda le città metropolitane viene previsto, inoltre, che venga loro attribuito lo stesso “sistema finanziario e il patrimonio” delle province che verranno soppresse con la loro creazione.

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