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Il decreto Imu entra domani in Parlamento ed è già scontro

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Il decreto sull’Imu sbarca a Montecitorio domani e saranno le Commissioni bilancio e finanze ad aprire lo spinoso dossier e a stilare il calendario dei lavori parlamentari, ma prima ancora di arrivare in Parlamento è guerra sulle coperture da 2,4 miliardi inserite nel decreto per l’abolizione dell’Imu prima rata, a cui si aggiungono le preoccupazioni per le ventilate misure finalizzate ad abolire anche la seconda rata e scongiurare l’aumento dell’Iva.

Tagli ai fondi per l’occupazione, tagli alle risorse per efficienza energetica e rinnovabili, tagli alla somma destinata ai controlli contro l’evasione fiscale, tagli alla manutenzione della rete ferroviaria e tagli alle assunzioni nel settore sicurezza.

Tra l’altro le coperture devono essere a prova di bomba per rispettare una disciplina di bilancio su cui l’Italia ha costruito la propria credibilità sui mercati al punto che ieri la Commissione europea si è detta “pienamente fiduciosa” circa il fatto che il Governo italiano rispetterà gli impegni presi sul fronte del deficit.

In queste ore sono finiti nel mirino di molti parlamentari soprattutto la sforbiciata al comparto sicurezza e lasanatoria per le slot-machine.

In questo quadro, Scelta Civica ha rilanciato la polemica con il Pdl sulla necessità di modificare le norme sulla stessa Imu. Proprio il leader del partito Mario Monti ha aperto le polemiche criticando il diktat del Pdl sull’ Imu, la cui abrogazione per tutti “rende il sistema fiscale meno equo e meno progressivo”.

Molto critico il Pdl Maurizio Gasparri. In Parlamento dobbiamo cancellare assolutamente ogni tipo di riduzione alle spese per la sicurezza – ha tuonato il vicepresidente del Senato. – Quella di Saccomanni è una autentica provocazione. Non è tollerabile questa ipotesi, semmai si deve fare il contrario: al Tesoro scherzano con il fuoco”.
Di fronte alle critiche di Gasparri si è levata la risposta di due parlamentari di Scelta Civica, Domenico Rossi e Enrico Zanetti, responsabili fisco dei montiani che addebitano i tagli proprio al Pdl che ha imposto l’esenzione Imu anche per i redditi alti. Peraltro anche il Pd, con Emanuele Fiano e Ettore Rosato, ha rilevato che il taglio al comparto sicurezza “non può essere accettato”, perché quei 55 milioni furono inseriti con voto bipartisan nell’ultima legge di stabilità per sbloccare il turn-over nel comparto.

Altra polemica, nata in casa Pd, riguarda il capitolo entrate, con il condono dei circa 2,5 miliardi che le aziende che gestiscono le slot-machine devono allo Stato. Si tratta di un condono dal quale il Governo punta a ricavare subito 600 milioni: una norma “eticamente insopportabile” ha affermato Margherita Miotto, supportata da Laura Garavini, capogruppo Pd in Commissione antimafia. Il presidente della Commissione bilancio, Francesco Boccia (Pd), ha invitato a evitare polemiche preventive, perché anche in passato le coperture sono state modificate dal Parlamento.

E così, se la Miotto ha chiesto al Governo di trovare altre coperture, ieri il Viceministro alle infrastrutture Vincenzo De Luca ha incontrato le associazioni degli inquilini per raccogliere le perplessità circa il fatto che la nuova service tax non aggiunga ulteriori tasse e aggravi per gli affittuari.

Mentre l’Ugl tuona contro l’intenzione di tagliare ancora fondi al comparto sicurezza-difesa a copertura del taglio Imu e la stretta sulle assunzioni nei vigili del fuoco provoca più di una reazione, Rete Imprese Italia con il presidente Ivan Malavasi sollecita il Governo a rispettare gli impegni assunti: “Da troppo tempo sul tavolo del governo attendono la solquzione questioni molto importanti per milioni di imprese che operano nei settori trainanti dell’economia: dalla produzione ai servizi, dal commercio al turismo, dai trasporti alle costruzioni”.

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