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Il decreto da 25 miliardi è legge

La manovra da 25 miliardi di euro è legge. Con 321 sì, 270 no, e 4 astenuti l’aula della camera ha approvato ieri definitivamente il dl 78/2010 che corregge i conti italiani per il 2011 e il 2012. Sul decreto l’esecutivo ha incassato una doppia fiducia, prima al senato e poi alla camera. Con il numero 122/2010 la legge sarà pubblicata sulla G.U. n. 176 di oggi (s.o. n. 174/L). Tra le principali novità del provvedimento, identico a quello approvato dal senato (si veda tabella), il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, la riforma delle pensioni e i tagli per regioni, province e comuni. Arriva inoltre la riduzione delle retribuzioni dei manager, la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni, i tagli ai ministeri e ai costi della politica. Entrano anche le norme per la libertà d’impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria per oltre 2 milioni di «case-fantasma». È stato accolto alla camera un ordine del giorno, presentato dai deputati leghisti Gianluca Buonanno e Alessandro Montagnoli, che «impegna il governo a prevedere l’istituzione di un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero effettuati tramite i “money transfer”». «I trasferimenti di valuta tramite le agenzie di “money transfer», hanno sottolineato Buonanno e Montagnoli, «hanno raggiunto in Italia valori importanti, in continua crescita; nel 2007 si stima che le rimesse totali siano state pari a 6,044 miliardi di euro. Si tratta essenzialmente di lavoratori stranieri che trasferiscono all’estero gran parte dei loro guadagni ottenuti in Italia». I due deputati leghisti, «che valutano positivamente il rigore con il quale il governo procede alla riduzione della spesa pubblica a tutti i livelli amministrativi, moltiplicando gli sforzi per contrastare l’evasione fiscale», hanno pertanto chiesto l’istituzione di un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero effettuati tramite i «money transfer».

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