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Il comune è in ritardo? Interviene Palazzo Chigi

Sta prendendo forma «Destinazione Italia», il piano allo studio del governo per attirare gli investimenti esteri, uno dei punti dolenti per il nostro Paese visto che siamo al 78/mo posto della classifica Ocse.

Il piano dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane, poi aperto ad una consultazione pubblica, cioè messo su internet per sollecitare suggerimenti e critiche. E infine approvato entro la metà di ottobre. Un capitolo importante riguarda il Fisco, uno degli aspetti che spaventa di più gli imprenditori che vogliono venire nel nostro Paese.

Non ci saranno solo uffici dedicati agli investitori esteri all’interno dell’Agenzia delle entrate. Ma, a chi decide di puntare al di sopra di una certa somma, saranno riservati i cosiddetti «cooperative compliance programme», con un piano certo per almeno 5 anni su livello delle tasse e adempimenti fiscali. Stesso principio per la giustizia, altro incubo per chi arriva fuori dall’Italia: l’ipotesi è quella di avere tre tribunali (Milano, Roma, Napoli) destinati alle controversie degli imprenditori stranieri. Ed anche sulle concessioni delle licenze, con l’ipotesi che sia direttamente la presidenza del consiglio a provvedere con poteri sostitutivi quando gli enti locali superano i tempi previsti.

Una parte importante riguarderà il turismo: sia con la semplificazione delle procedure per il cambio di destinazione d’uso di alcuni immobili sia con l’apertura alla gestione pubblico-privata di alcuni beni culturali.

Nel piano ci saranno misure per attrarre anche un altro tipo di capitale estero, quello umano. Saranno previste una serie di semplificazioni per la concessione dei visti e anche la garanzia di ottenere la residenza permanente per i grandi investitori. Altra ipotesi quella di inserire all’interno delle nostre ambasciate nuove figure professionali che abbiano il compito di trovare investitori, stringendo rapporti con fondi sovrani e fondi pensione.

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