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Il 50% dell’Ires alle regioni

Il 50% della quota Ires alle regioni che accerteranno in modo corretto l’Irap. Un modo per contrastare ulteriormente l’evasione fiscale e premiare allo stesso tempo gli enti locali coinvolti. La proposta è stata avanzata dal ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli nell’ambito di un convegno sul federalismo fiscale, organizzato, a Roma, dalla Fondazione della libertà per il bene comune, presieduta dal ministro per le infrastrutture Altero Matteoli. E potrebbe concretizzarsi nel decreto legislativo sul federalismo fiscale, all’esame del consiglio dei ministri la settimana prossima e il cui impianto complessivo, secondo Calderoli, sarà ultimato entro il mese di febbraio. «Coinvolgere gli enti locali nella riscossione dei tributi è l’unico modo per combattere l’evasione fiscale, ha spiegato, e così come esistono misure premiali per i comuni stiamo pensando di fare la stessa cosa per le regioni». A questo proposito, il ministro ha chiarito la proposta sull’ineleggibilità dei governatori regionali in seguito al non rispetto della certificazione di bilancio nei sei mesi che precedono la scadenza del mandato. Non si tratterà di ineleggibilità tout court, ma di impossibilità di ricandidarsi. Innanzitutto, secondo quanto precisato da Calderoli, l’ineleggibilità sarebbe incostituzionale, essendo la definizione dei requisiti di eleggibilità di competenza regionale e potendo la legge statale stabilirne solo i principi generali. L’obbligo di certificare lo stato di salute della regione si porrebbe dunque come condizione per evitare eventuali collusioni con le situazioni debitorie e di dissesto finanziario regionale e la non ottemperanza alla certificazione da parte del governatore comporterebbe anche responsabilità civili e penali. Una road map con gli impegni da rispettare su spesa storica, costi standard ed altri obiettivi del federalismo è quello che serve secondo il presidente della Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale Enrico La Loggia. A parere del quale, per verificare l’operato degli amministratori locali bisognerebbe effettuare controlli ogni tre e sei mesi e se al secondo controllo i criteri non sono stati rispettati, i responsabili devono essere mandati via. Una proposta, secondo la Loggia, valida per tutti gli enti locali.

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