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Il 10% paga il 50%

Nelle polemiche sulla tassazione immobiliare occorre fissare alcuni punti fermi perché non si continui nel gioco degli equivoci.

Primo punto fermo: un tributo non è federalista solo perché il suo gettito è destinato agli enti locali. Federalista è un tributo previsto da una fiscalità locale competitiva invece che cooperativa o, addirittura aggiuntiva. Solo così i contribuenti possono votare camminando, trasferendosi, cioè , dove meglio si amministra.

Secondo punto fermo: la progressività, per non parlare di proposte di piena demagogia egualitaristica, ha una sua connotazione essenziale, come ha detto la Corte costituzionale, che è quella di essere direttamente collegata al reddito e quindi alle imposte reddituali. E’ come tale inconciliabile, concettualmente e costituzionalmente oltre che praticamente, con un’imposta che, collegata ai servizi, prescinde per definizione dal reddito della persona incisa, pena !’inammissibile risultato di un esproprio surrettizio dovuto all’assommarsi di più progressività su diversi tributi. In ogni caso, per mettere le cose a posto, che il nostro sistema fiscale è già caratterizzato da una forte progressività: uno studioso come Alberto Bisin ha calcolato che il 10% della popolazione con redditi più elevati contribuisce per più del 50% all’intero gettito delle imposte.

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