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I sindacati in coro: no a misure inique

ROMA – Il fronte sindacale si presenta compatto nel doppio appello a Governo e Parlamento, da un lato, ad accelerare la conversione in legge della manovra e, dall’altro, a evitare interventi «iniqui» sulle pensioni. Mentre lo è un po’ meno sulle ricette per portare l’Italia al pareggio di bilancio nel 2014 senza deprimere la crescita. Il primo a presentarsi in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato è stato Raffaele Bonanni. Ponendo l’accento sul fatto che «bisogna essere rapidi perché occorre dare subito una risposta ai mercati per non correre rischi», il leader della Cisl ha sottolineato però che «sono necessarie significative correzioni per rafforzare crescita ed equità». In cima alla lista delle sue preoccupazioni (così come delle altre sigle) c’è sempre la norma che dimezza la rivalutazione dei trattamenti tra 3 e 5 volte superiori al minimo e l’azzera oltre le 5 volte. E su cui, ha aggiunto, «ci aspettiamo quella correzione di cui tutti parlano», anche perché «quando si parla di 3, 4, 5 volte il minimo si parla delle pensioni di chi ha costruito il boom dell’Italia». Allo stesso modo Bonanni ha chiesto di «fare molto presto sul taglio ai costi della politica», anticipandone l’entrata in vigore e «riducendo i livelli amministrativi e istituzionali» in modo da dare il «segno forte» che tutto il Paese «si aspetta in un momento in cui ai lavoratori italiani viene chiesta una ulteriore assunzione di responsabilità». Quanto alla stretta sul pubblico impiego il leader della Cisl si è detto disposto a mandare giù il boccone amaro di un nuovo blocco del turn over e «a lottare insieme per individuare gli sprechi» purché «almeno metà dei soldi recuperati siano destinati al rilancio della contrattazione articolata, specie di secondo livello». L’appello a fare presto è stato rilanciato alla Uil. Pur ammettendo che il giudizio sulla manovra «sarebbe stato molto più forte e deciso» se non ci fosse l’emergenza mercati ma che «in questo momento deve prevalere il senso di responsabilità» il segretario confederale Antonio Foccillo ha proposto all’Esecutivo di aprire «un tavolo con le parti sociali per un nuovo patto su risanamento e sviluppo produttivo». Di pensioni aveva parlato qualche ora prima, da Taranto il numero uno della Uil, Luigi Angeletti: «Abbiamo l’impressione che per non prendere i soldi da dove vanno presi, vedi l’evasione e l’elusione fiscale, si prendano laddove è più facile prenderli: le pensioni». Per poi aggiungere: «Noi al Governo abbiamo detto che gli stessi soldi e forse anche di più li può prendere da un’altra misura: anticipare la tassazione sulle transazioni finanziarie, sulla compravendita di azioni o di future, cosa ben diversa dall’intervenire sui Bot». Pur nella consapevolezza della gravità in cui versano i mercati finanziari, la Cgil non ha rinunciato ai toni duri. Davanti alle commissioni parlamentari il segretario confederale Danilo Bardi ha definito la manovra economica «sbagliata, ingiusta, iniqua e inutile, sia per la crescita e lo sviluppo, sia per il risanamento dei conti pubblici». E lo stesso vale per la delega fiscale. Per il direttivo di Corso d’Italia la clausola di salvaguardia sulle agevolazioni fiscali «comporterebbe (dal 2014) un aggravio di circa mille euro di tasse all’anno per ogni famiglia di lavoratori dipendenti e pensionati per la mancata applicazione dei vari tipi di agevolazioni fiscali che riguardano lavoro, casa e famiglia». Lapidario il giudizio del segretario nazionale Susanna Camusso: «L’emergenza ora è fermare la speculazione», ma poi via il Governo.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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