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I servizi vanno fatti pagare in modo analitico

Dal prossimo anno, ogni comune dovrà censire i servizi indivisibili erogati ai cittadini indicando analiticamente per ciascuno di essi i relativi costi. Lo prevede la disciplina dettata dal disegno di legge di stabilità 2014 in relazione alla Tasi, che insieme alla quasi omonima Tari dovrebbe costituire il nuovo tributo comunale Trise.

Si tratterà di un’operazione tutt’altro che agevole, che richiederà una complessa riclassificazione dei dati di bilancio.
Come noto, il Trise si articolerà in due componenti: la prima, denominata Tari, andrà a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati. La seconda componente, il Tasi, sostituirà, invece, l’attuale maggiorazione Tares (quest’anno eccezionalmente incamerata dallo stato) per far fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.

Il presupposto impositivo della Tasi sarà il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili non operative e delle aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Il tributo sarà dovuto, oltre che dai titolari di diritti reali, anche dagli eventuali occupanti (ad esempio locatori) in una misura stabilita dal comune fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo, calcolato applicando l’aliquota fissata dallo stesso comune entro i limiti di legge.

Sempre i comuni, con proprio regolamento da approvare ai sensi dell’art. 52 del dlgs 446/1997, dovranno disciplinare le riduzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l’applicazione dell’Isee, e procedere all’individuazione dei servizi indivisibili e all’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la Tasi è diretta.

Quest’ultimo adempimento, del tutto inedito, è destinato a rivelarsi di notevole complessità attuativa. La categoria «servizi indivisibili», infatti, include tutti quelli che non vengono offerti «a domanda individuale», come ad esempio l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe o la manutenzione delle strade. Si tratta di una gamma potenzialmente amplissima di attività, per le quali, per di più, manca una «mappatura» ufficiale.

Per rispettare il dettato normativo, quindi, sarà necessaria una tutt’altro che agevole operazione di censimento delle diverse tipologie di servizi e di riclassificazione dei dati di bilancio analoga a quella che è stata compiuta per fornire alla Sose i dati necessari per il calcolo dei fabbisogni standard relativi alle funzioni fondamentali, ai sensi del dlgs 85/2010.

Se la previsione contenuta nel testo del disegno di legge di stabilità verrà confermata, quindi, i comuni dovranno attrezzarsi per tempo. 

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