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I comuni rischiano la stangata

Ai comuni il 51% di risorse in meno rispetto al 2011. In pratica 5,6 miliardi di tagli. Rischia di essere assai salato il conto che la manovra Monti potrebbe presentare ai sindaci nel 2012. Il sacrificio sarà di certo mitigato dal maggior gettito Imu, su cui però pesano svariate incognite che per il momento rendono non confrontabile la dote dell’imposta municipale con quella assicurata nel 2011 dall’Ici ormai soppressa.
Dalla difficile quantificazione della detrazione sull’abitazione principale al trattamento fiscale delle pertinenze, dalla ripartizione tra stato e comuni del gettito delle seconde case agli effetti che la nuova Imu determinerà sull’addizionale comunale Irpef, sono molteplici i profili di incertezza che fanno brancolare nel buio i primi cittadini. Le notizie che trapelano dal ministero dell’interno non sono tra le più rassicuranti. Il gruppo di lavoro coordinato dai tecnici del sottosegretario Saverio Ruperto ha iniziato a produrre le prime stime sul fondo di riequilibrio 2012, ossia il fondo, istituito dal federalismo fiscale e alimentato dal gettito dei tributi immobiliari, che assieme alla compartecipazione Iva finanzia i comuni. L’anno scorso erogò 8,37 miliardi (più 2,89 miliardi a titolo di Iva) ma da quest’anno i due cespiti saranno inglobati in un’unica posta contabile su cui si abbatterà un mix di tagli vecchi e nuovi: i 2,5 miliardi previsti per il 2012 dal dl 78/2010 di Giulio Tremonti e il miliardo e 450 milioni decurtati da Mario Monti. La prima sforbiciata riguarda solo i comuni con più di 5 mila abitanti, mentre la seconda colpisce anche i piccoli comuni. In entrambi i casi, però, si tratta di tagli secchi, cioè non compensati dal maggior gettito tributario, come accade, invece, per la «regolazione compensativa» prevista dall’art. 13, comma 17, dello stesso decreto Monti per rendere neutrale l’introduzione del nuovo meccanismo di prelievo sugli immobili: per i comuni che con l’Imu avranno un maggior gettito è prevista un’ulteriore detrazione sul fondo, mentre in caso di perdita di risorse sarà previsto un incremento. La partita vale, nel complesso, 1.627 milioni.
Infine, dovrà essere prevista una detrazione compensativa (valore stimato: 1.650 milioni) per l’Irpef relativa agli immobili non locati, che non transiterà più per il fondo, ma che i comuni si troveranno nel maggiore gettito Imu.
Altre questioni non secondarie riguardano: il riparto della compartecipazione Iva (circa 2,8 miliardi), che, a differenza dello scorso anno, non verrà più distribuita sulla base del gettito per regione, ma sarà anch’essa inglobata nel fondo; la compensazione del mancato gettito (614 milioni) derivante dall’abolizione delle addizionali energetiche; il recupero della differenza tra certificazione 2010 e ulteriore riduzione 2010 e 2011 per l’Ici degli ex rurali; l’applicazione delle detrazioni per i «costi della politica» previste dall’art. 2, comma 183, l. 191/2009.
Tutti questi passaggi richiedono difficili scelte di metodo su cui i tecnici del Viminale stanno iniziando a porre i primi punti fermi. Il confronto Imu-Ici verrà operato considerando solo gli immobili diversi da prima abitazione e fabbricati rurali strumentali. Le quote compensative dell’ex Ici prima casa saranno consolidate nel fondo, anche se i comuni potranno contare sul gettito Imu relativo alle abitazioni principali. Nella riunione di giovedì scorso il tavolo tecnico ha anche definito una prima tabella di marcia per l’emanazione dei provvedimenti. I decreti saranno tre (uno per ripartire il taglio del dl 78, l’altro per suddividere il fondo di riequilibrio e l’ultimo per certificare i livelli di virtuosità ai fini degli sconti sul Patto) e non arriveranno prima del 15 febbraio perché, come ammesso dagli stessi tecnici ministeriali, serviranno almeno altre due riunioni prima di poter portare i testi in Conferenza stato-città.
Nel frattempo però, alcune stime, seppur parziali, sui tagli sono state fatte. E come detto, non lasciano dormire tranquilli i sindaci. Senza variazioni compensative, come detto, la riduzione media del fondo di riequilibrio sarebbe pari al 51% dell’ammontare 2011 nei comuni con più di 5 mila abitanti e al 42% nei municipi con meno di 5 mila abitanti. Tenendo conto dei meccanismi compensativi, invece, i tagli oscilleranno tra il 22 e il 37% nei comuni sopra i 5 mila e tra il 12 e il 27% nei mini-enti.
In questo clima di incertezza un aiuto ai comuni arriva dall’Ifel, l’Istituto per la finanza locale dell’Anci che oggi pubblicherà sul proprio sito web una guida per il calcolo semplificato delle risorse disponibili per il 2012. È inoltre prevista per i prossimi giorni la pubblicazione di un vademecum sulla formazione dei bilanci 2012 (il cui termine di approvazione è stato prorogato al 30 giugno dagli emendamenti al decreto milleproroghe) che verrà inviato a tutti i responsabili dei comuni e reso disponibile sul sito dell’Ifel.

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