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I Comuni colpiti: «Lasciateci usare i fondi»

A nove giorni dall’alluvione che ha colpito il Nord dell’isola, la Sardegna prova a fare un bilancio dei danni. È presto per parlare di un ritorno alla normalità: troppo vivo è ancora il ricordo della tragedia e delle 16 vittime (oltre a un disperso nel Nuorese), e resta l’emergenza degli 888 sfollati. Ma l’impegno dei 171 volontari, 220 uomini dell’Ente forestale e 35 del Corpo forestale hanno comportato alcuni passi avanti, importanti soprattutto per il loro valore simbolico. Come la riapertura, ieri, della galleria Mughina (a sud-est di Nuoro), immortalata dalle immagini nei giorni del disastro mentre era invasa da oltre due metri d’acqua. O la ripresa dell’attività scolastica in quasi tutte le 73 scuole danneggiate dall’alluvione.

Per fare il punto della situazione, questa mattina il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, che ieri ha avanzato la proposta di una deroga fiscale per la Sardegna, incontrerà a Tramatza (nell’Oristanese) i sindaci dei 60 Comuni colpiti dal ciclone Cleopatra, 11 dei quali nella provincia di Olbia. I danni più gravi, secondo le prime stime dei sindaci e delle associazioni di categoria, sono quelli alla viabilità (60 milioni di euro solo nel Nuorese) e ai terreni agricoli.

Le cifre (riportate dal Sole 24 Ore la scorsa settimana) sono ancora incerte: quasi un miliardo per la Coldiretti, mentre Confagricoltura calcola 50 milioni di danni diretti per le imprese.

Il Commissario delegato per l’emergenza Giorgio Cicalò, nell’Isola ieri per un sopralluogo, ha annunciato l’arrivo nelle casse regionali delle risorse messe a disposizione dal Governo (25 milioni dal decreto di Palazzo Chigi e 5 dal ministro dell’Ambiente Orlando). Per accedere ai fondi, i Comuni dovranno trasmettere la quantificazione dei danni entro il 17 gennaio. Proprio l’accessibilità alle risorse per la ricostruzione sarà il tema caldo oggi durante l’incontro tra sindaci e presidente della Regione, uniti nella richiesta di una deroga al Patto di stabilità. Per il consolidamento del suolo – ha spiegato ieri Ugo Cappellacci – la Sardegna avrebbe avuto a disposizione 27 milioni stanziati nel 2010 tramite un accordo tra Regione e ministero dell’Ambiente.

Fondi che però, ha denunciato il presidente, «i Comuni non hanno potuto spendere a causa di vincoli del Patto di stabilità e che sono stati sbloccati solo due mesi fa». Il solo Municipio di Olbia, che secondo Sel ha subito danno per 400-500 milioni di euro, avrebbe nelle proprie casse 50 milioni, che il sindaco Gianni Giovannelli chiede di poter utilizzare per intevrenti sul territorio. «Non basta stanziare fondi – aggiunge il sindaco di Padru Antonio Satta -: occorre fare in modo che questi siano subito a disposizione dei Comuni. Per non ripetere quanto accaduto al mio paese con l’alluvione di quattro anni fa, quando lo Stato stanziò 750mila euro, ma da allora ne abbiamo ricevuto solo il 10%».

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