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I comuni 007 fiscali

I comuni in campo per contrastare le elusioni Ici. Eventuali escamotage realizzati attraverso l’assunzione di residenze fittizie al fine di godere dell’esenzione prevista per la prima casa devono essere verificate e contrastate unicamente dagli enti impositori. Non è ipotizzabile pensare ad un intervento normativo che subordini il riconoscimento dell’esenzione alla presentazione di una dichiarazione di responsabilità di entrambi i coniugi con la quale si attesti quale sia la dimora abituale del loro nucleo familiare. Con questi elementi di risposta il sottosegretario del ministero dell’ economia, Sonia Viale, ha replicato ieri al question time (n. 5-04345) presentato in commissione finanze della camera, da Vincenzo Antonio Fontana (pdl). Secondo l’interrogante dopo l’introduzione dell’esenzione Ici per la casa di abitazione ad opera del dl 112/08 è sempre più evidente nel paese il fenomeno dell’elusione dell’Ici realizzata, per esempio, con l’assunzione di una diversa residenza in due diversi immobili, da parte dei coniugi per fruire entrambi dell’esenzione in parola. Il fenomeno sarebbe così diffuso che secondo l’onorevole Fontana alcuni comuni si stanno ponendo il problema di subordinare tale esenzione alla presentazione di una dichiarazione di responsabilità da parte dei coniugi. Nel testo di risposta il sottosegretario Viale ha ricordato invece come in base alla risoluzione n. 12 del giugno 2008 delle Entrate, sia stata introdotta una presunzione relativa sulla base della quale sono equiparate dimora abituale e residenza anagrafica. Sul punto è possibile fornire prova contraria. Sarà comunque il federalismo municipale, si legge nel testo della risposta, che risolverà tali questioni, prevedendo che per l’applicazione dell’imposta municipale propria per effettiva abitazione principale debba intendersi l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

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