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Guerra all’evasione in quattro mosse

Fonte: Italia Oggi

In corso l’attacco alle case fantasma. L’articolo 19 del decreto legge 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge 122/2010 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010 – Supplemento ordinario n. 174/L) ha introdotto novità in materia di catasto. In particolare, come chiarito dalla circolare n. 3/2010 del 10/8/2010 prot. 42436, della Direzione dell’Agenzia del territorio, le nuove disposizioni sono finalizzate a contrastare l’evasione ed elusione fiscale nel settore immobiliare, e contemporaneamente all’aggiornamento e all’allineamento delle banche dati catastali con quelle di pubblicità immobiliare. Il provvedimento si muove in quattro direzioni: attivazione, a decorrere dallo gennaio 2011, dell’Anagrafe immobiliare integrata (commi 1 e 3); individuazione delle modalità attraverso le quali assicurare, relativamente ai dati catastali, l’accesso alle banche dati dell’Agenzia da parte dei comuni e attuare il processo di decentramento di funzioni catastali; recupero di gettito fiscale portato dall’identificazione degli immobili non dichiarati in catasto; obbligo di inserimento, negli atti e nelle richieste di registrazione dei contratti di locazione, di determinati riferimenti e indicazioni di natura catastale. L’operazione svelamento delle «case fantasma» parte da lontano. Già l’articolo 2, comma 36, del decreto legge 262/2006, ha previsto che l’Agenzia del territorio, anche sulla base delle informazioni fornite dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), proceda all’individuazione dei fabbricati non dichiarati in catasto. L’Agenzia ha, quindi, negli anni 2007, 2008 e 2009, individuato fabbricati non dichiarati in catasto, attraverso confronto tra le portofoto digitali ad alta risoluzione e la cartografia catastale. Il comma 7 del decreto legge n. 78 del 2010 ha previsto, dunque, la conclusione di questa attività entro il 30 settembre 2010, per quei comuni per i quali le relative operazioni non sono state ancora completate. Il comma 8, inoltre, ha spostato al 31 dicembre 2010 il termine per la presentazione, ai fini fiscali, della dichiarazione di aggiornamento catastale. Per favorire i controlli di conformità urbanistico-edilizia, il decreto stabilisce che, successivamente alla registrazione delle dichiarazioni, l’Agenzia del territorio provvederà a renderle disponibili agli enti locali. In caso di inadempimento da parte dei soggetti obbligati, l’Agenzia del territorio, nelle more dell’iscrizione definitiva in catasto attraverso la predisposizione delle dichiarazioni Docfa procederà all’attribuzione di una rendita presunta, da iscrivere transitoriamente in catasto, anche sulla base degli elementi tecnici forniti dai comuni. Il comma 10 del decreto legge n. 78 del 2010 precisa che l’attribuzione della rendita, se l’interessato non vi provvede spontaneamente, sono svolte d’ufficio dalle strutture territoriali dell’Agenzia, con oneri a carico del soggetto obbligato medesimo. Il comma 9 del dl n. 78 del 2010 prevede, ancora, l’obbligo della presentazione dei relativi atti di aggiornamento, entro lo stesso termine del 31 dicembre 2010, anche per gli immobili oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato variazioni non dichiarate di consistenza o di destinazione. La legge di conversione n. 122 del 2010 ha fatto salve le procedure previste dal comma 336 dell’art. 1 della legge 311/2004, n. 311, e le attività da svolgere in surroga