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Governo in campo sul Veneto

Sarà stato il vento politico, quello necessario per tranquillizzare gli elettori di Lega e Pdl. Sarà stato il sentore delle polemiche o la minaccia degli imprenditori di trattenersi le tasse in regione. Sarà stato perché, dopo dieci giorni dall’1 novembre, giorno dell’esondazione di quattro fiumi, si è preso atto che le difficoltà non sono state superate e che tre province ? Verona, Vicenza e Padova, che con un valore aggiunto pari a 87.923 milioni di euro contribuiscono per il 5,3% al Pil nazionale ? si ritrovano con case, negozi, aziende, campi e strade distrutti. Fatto sta che il segnale forte al Veneto è arrivato. A rassicurare famiglie, imprese e primi cittadini è volato ieri in regione il premier Silvio Berlusconi, assieme al ministro Umberto Bossi e al capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Accompagnati dal governatore Luca Zaia, hanno sorvolato le zone alluvionate e incontrato gli abitanti di Monteforte D’Alpone, nel Veronese, di Vicenza e di Padova, ma soprattutto hanno garantito sostegno ai comuni in difficoltà. «L’aiuto al Veneto sarà sostanzioso e immediato», ha detto Berlusconi. «Col mio amico Tremonti garantisco io. Il governo darà “schei” ? ha aggiunto Bossi ?. Vi ho portato qua Berlusconi e su quello che ha detto potete stare sicuri». Il premier non ha parlato di cifre, ma ha dichiarato che all’interno della Legge finanziaria in discussione alla Camera sarà inserito un capitolo dedicato all’emergenza veneta, confermando la cifra di un miliardo come stima dei danni causati dal maltempo. Inoltre, ha citato una lettera ricevuta dal presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, nella quale l’associazione delle banche conferma le iniziative in cantiere per l’alluvione: un plafond di oltre 700 milioni (e fino a un miliardo) destinati all’erogazione di finanziamenti a condizioni agevolate a imprese e famiglie; in alcuni casi è anche prevista la sospensione dei mutui. Il presidente del Consiglio ha anche aggiunto che è stata già avviata la pratica con la Commissione europea: «Venerdì verrà qui il commissario Tajani per prendere atto di tutto quello che è successo. L’Unione europea è in grado di partecipare con una percentuale dei danni che si sono verificati». Berlusconi ha poi ricordato che «c’è anche la possibilità dei cosiddetti fondi strutturali, che sono circa 450 milioni di euro dal 2007 al 2013». Poi, da L’Aquila, dove è arrivato nel pomeriggio, ha aggiunto: «Come successo per l’Abruzzo, anche in Veneto lo Stato è tornato a fare lo Stato, dando una risposta immediata all’emergenza. L’alluvione ha provocato danni ingenti ma non si può paragonare a quella che è stata la tragedia in Abruzzo. In Veneto, però, sono arrivate nel giro di poche ore cinque mila persone per aiutare le popolazioni». «Sono estremamente convinto che il Governo farà la sua parte», ha commentato Zaia. Il governatore leghista ha confermato che l’ipotesi di impegno in Finanziaria sulla quale si sta ragionando per riparare i danni dell’alluvione è intorno al miliardo. E ha comunicato che stamattina a Roma si incontrerà con Berlusconi, Tremonti e con il sottosegretario Bertolaso (che alle 19 riferirà al Senato) per discutere l’entità delle risorse. «Non voglio parlare di cifre ? ha concluso Zaia ? ma so che di fronte abbiamo un governo disponibile». È invece più cauto l’atteggiamento tra i sindaci e i rappresentanti delle imprese che hanno partecipato agli incontri di ieri. «Quello che conta ora è che alle parole seguano i fatti ? ha dichiarato il presidente di confindustria Padova Francesco Peghin ?, che arrivino i soldi veri». Tante parole ma nessun impegno concreto per il sindaco di Padova Flavio Zanonato «e durante l’incontro i sindaci non hanno nemmeno potuto parlare», mentre per lo stesso motivo si sente «offeso» il presidente dei commercianti di Padova Fernando Zilio. I primi cittadini “sperano” nell’incontro di oggi con il presidente Napolitano, atteso a Padova alla 27ª assemblea nazionale dell’Anci, ma anche nelle zone alluvionate. Ieri il presidente è intervenuto sul tema della tutela ambientale dicendo che «le calamità naturali sono frutto della mancata osservanza delle regole e delle leggi sull’urbanistica». La visita veneta del premier e di Bossi si è conclusa tra fischi e contestazioni, sia a Vicenza che a Padova, dove studenti, precari e militanti dei centri sociali hanno accompagnato l’incontro con slogan come «voi donne e festoni, noi fango e alluvioni».

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