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Gli enti cattivi non esistono più

Il dl Imu ha sospeso per il 2014 l’applicazione agli enti locali dei parametri di virtuosità previsti per distinguere i buoni dai cattivi e differenziare la misura del rispettivo concorso agli obiettivi nazionali di finanza pubblica.

Intanto, però, comuni e province sono ancora in attesa delle «pagelle» relative al 2013.

La distinzione fra enti virtuosi e altri enti (pudicamente non definiti in termini contrari) è stata introdotta nel 2011, sull’onda delle polemiche scatenate dai ripetuti salvataggi statali di municipi sull’orlo del dissesto finanziario. Inizialmente, le classi avrebbero dovuto essere addirittura 4, poi ridotte a 2. Quelli collocati nella prima beneficiano di una cospicua riduzione del proprio obiettivo di Patto, che viene azzerato. Gli altri, invece, vedono corrispondentemente appesantiti i propri target. In origine, anche la lista degli indicatori necessari per stilare la classifica era piuttosto lunga, ma a fronte dell’impossibilità di calcolarne alcuni ci si è limitati a considerarne 4: rispetto del Patto, autonomia finanziaria, equilibrio di parte corrente e capacità di riscossione delle Entrate.

Il meccanismo è stato finora applicato solo una volta, nel 2012, con non poche difficoltà e un curioso incidente di percorso, che ha portato a inserire fra i primi della classe anche un comune appena sciolto per infiltrazioni mafiose. La netta prevalenza di enti del Nord, inoltre, ha suggerito di includere due ulteriori parametri, peraltro di assai incerta portata: il numero degli occupati e il valore delle rendite catastali.

Al momento, però, il decreto del Mef che dovrebbe procedere alla nuova valutazione non ha ancora visto la luce, lasciando nell’incertezza comuni e province. È vero che le annuali circolari della Ragioneria generale dello stato che spiegano il funzionamento del Patto (per quest’anno la n. 5/2013) hanno chiarito che, nelle more dell’adozione del predetto decreto, tutti gli enti devono considerarsi non virtuosi e applicare i coefficienti massimi per il calcolo del proprio obiettivo. Ma sul territorio c’è molta aspettativa per la distribuzione dei premi, che ovviamente, per essere utilizzabili dai beneficiari, devono essere noti allorché è ancora possibile programmarne l’impiego.

Da ultimo, come detto, è intervenuto il dl 102/2013, che all’art. 9, comma 6, sospende per l’anno 2014 le disposizioni di cui all’art. 20, commi 2, 2-bis e 2-ter, del dl 98/2011, ovvero proprio quelle che avevano introdotto la virtuosità. Il prossimo anno, infatti, tutti gli incentivi saranno riservati agli enti che sperimenteranno l’applicazione del nuovo sistema contabile. Nulla si dice, invece, rispetto all’anno in corso. Sul punto, quindi, si attendono ulteriori chiarimenti.

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