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Giornata delle zone umide, identikit e minacce

Il prossimo 2 febbraio si festeggia la Giornata mondiale delle zone umide, gli ecosistemi più a rischio del Pianeta, ma allo stesso tempo straordinari bacini di vita, serbatoi di CO2 e con un valore economico stimato in oltre 15 milioni di miliardi di dollari. L’edizione 2011 della Giornata mondiale coincide anche con i 40 anni della Convenzione delle zone umide di importanza internazionale (Ramsar), ma anche con l’Anno Onu dedicato alle foreste. Per questo il tema dell’edizione 2011 è “aree umide e foreste”:

ZONE UMIDE: Fiumi, laghi, paludi, torbiere, lagune costiere, delta fluviali, mangrovie, barriere coralline, ma anche saline, vasche di colmata, bacini artificiali e risaie. La definizione parla di bacini naturali e artificiali permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, salata, incluse le aree marine la cui profondità non supera i sei metri durante la bassa marea

CONVENZIONE RAMSAR: La Convenzione delle zone umide di importanza internazionale è il primo trattato internazionale per la conservazione delle risorse naturali, la cui firma è avvenuta nella cittadina iraniana di Ramsar, nel 1971. Oggi vede la partecipazione di 160 parti contraenti e l’identificazione di 1.910 siti di importanza internazionale, di cui 52 in Italia. L’estensione complessiva a livello globale copre una superficie di 186.948.620 ettari

MINACCE: in Europa è molto forte il sovrasfruttamento delle risorse idriche. Solo il drenaggio e la conversione in terre agricole hanno ridotto le aree umide europee del 60%. In generale, le minacce arrivano su più fronti: degrado degli habitat; gestione dell’acqua; agricoltura; turismo; inquinamento; gestione rifiuti; attività di estrazione; pesca; sfruttamento delle foreste; urbanizzazione.

AREE PERDUTE E FUNZIONI

Le aree umide svolgono funzioni vitali per l’uomo, dall’alimentazione alla prevenzione di disastri. Tante però sono ormai scomparse.
Ecco alcuni dati utili:

EUROPA: Per il Wwf, il 90% delle aree umide sono scomparse nell’ultimo secolo. Secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985 si sono registrate le perdite maggiori: in Francia (67%), Italia (66%), Grecia (63%), Germania (57%) e Olanda (55%)

ITALIA: Ospita 52 siti Ramsar. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne restavano 1.300.000 ettari, fino a precipitare ai 300mila ettari nel 1991. Oggi ne rimane lo 0,2%, tra aree interne e marittime

BIODIVERSITA‘: si stima che a questi ambienti sia legato circa il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide

FUNZIONI: le aree umide forniscono acqua potabile, aiutano a riciclare l’oro blu e producono il 24% del cibo del Pianeta. Servono infatti all’irrigazione delle colture e ad alimentare pesci e molluschi (oltre due terzi dei pesci che consumiamo dipendono da aree umide costiere o interne). Fanno da barriera e da magazzini naturali di acqua in caso di inondazioni, oltre a costituire vie di comunicazione, aree importanti a fini ricreativi e turistici e giganteschi serbatoi di CO2 (si stima che custodiscano circa il 40% della riserva globale di carbonio terrestre).

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