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Gioco d’azzardo: scommettiamo 132 euro al mese e siamo il Paese che perde di più

Fonte: Corriere della Sera

di GIAN ANTONIO STELLA

«Nonna slot», l’ha ribattezzata un giornale locale. E buttato lì così pare un allegro nomignolo alla Jacovitti come Cocco Bill o Gionni Galassia. La tragedia della vecchietta trevisana che ha perso 200mila euro alle macchinette, dove i premurosi «Lucignoli» delle sale-slot la portavano in auto andando a prenderla al ricovero, è solo l’ultima di un «Paese dei balocchi» infernale. Al quale è dedicato un dossier presentato oggi al Senato. Si intitola «Lose for life», cioè «perdi per la vita», un gioco di parole che stravolge il nome, «Win for Life!» («vinci per la vita») di uno dei «gratta e vinci» più noti ai giocatori incalliti. È stato curato da Claudio Forleo e Giulia Migneco, è promosso dall’associazione «Avviso pubblico» che rappresenta oggi 370 soci tra Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, e ha un sottotitolo che dice tutto: «Come salvare un Paese in overdose da gioco d’azzardo». Che sia in overdose è fuori discussione. Come spiegano i curatori, il nostro è un Paese che ha sempre giocato d’azzardo. Basti ricordare Charles Dickens che in Impressioni d’Italia racconta d’un invasato spettatore che urlava a un poveretto morente dopo una caduta da cavallo.

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