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Gare tracciabili con il codice

Nato per il sistema di monitoraggio delle gare (Simog), da codice identificativo gara il Cig ha assunto la funzione di codice identificativo di singolo rapporto contrattuale ed è divenuto il filo conduttore della tracciabilità dei pagamenti effettuati dalle amministrazioni pubbliche secondo le regole del-l’articolo 3 della legge 136/2010. Una volta individuato che il rapporto contrattuale da instaurare rientra fra quelli compresi nell’ambito oggettivo di applicazione della legge 136/2010, nel bonifico di pagamento non può mancare il Cig, pena una sanzione variabile dal 2 al 10% dell’importo della transazione. Occorre quindi che l’am-ministrazione pubblica contraente richieda all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) l’attribuzione del Cig, a prescindere dalla procedura adottata per la scelta del contraente e dall’importo del contratto. Anche nel caso di acquisto presso fornitori selezionati da Consip Spa, il singolo ente deve richiedere il Cig all’Avcp per identificare il rapporto e tracciare i pagamenti. È imminente una semplificazione nella procedura di richiesta dei Cig per importi contenuti (presumibilmente fino a 20mila euro), ma ciò non ne farà venire meno la natura. Il Cig deve essere richiesto dal responsabile unico del procedimento (Rup) in un momento antecedente al-l’indizione della procedura di gara, in quanto deve essere indicato nel bando o, in caso di procedura senza pubblicazione di bando, nella lettera di invito a presentare l’offerta. Per i contratti sottoscritti prima del 7 settembre 2010, le disposizioni di cui alla legge 136/2010 possono non essere applicate fino al 17 giugno 2011: se il Cig non fosse stato richiesto, occorre ottenerne attribuzione per i pagamenti da effettuare dopo tale data. Il codice dev’essere inserito nel bonifico sul conto dedicato con il quale viene effettuato il pagamento a favore dell’appaltatore. Il medesimo Cig seguirà poi il flusso finanziario della commessa, poiché andrà inserito dal-l’appaltatore nei pagamenti a favore di tutti i subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese coinvolte nella commessa pubblica. Il Cup (codice unico di progetto) è invece obbligatorio per il funzionamento della rete di monitoraggio degli investimenti pubblici gestita dal Cipe, ma l’omessa indicazione nel bonifico è anch’essa sanzionata dal 2 al 10% dell’importo della transazione per le fattispecie in cui la richiesta è prevista secondo le disposizioni di cui all’articolo 11 della legge 3/2003. Il Cup individua un progetto di investimento pubblico, che poi verrà realizzato per il tramite di una pluralità di rapporti contrattuali: a fronte di un unico Cup avremo dunque una pluralità di Cig. Alla codifica Cup-Cig sfuggono, oltreché i contratti non classificabili quali appalti pubblici secondo le linee interpretative di cui alla determinazione Avcp n.10/10, i pagamenti che le Pa effettuano con lo strumento della cassa economale. Per le spese effettuate dai cassieri usando il fondo economale è altresì consentito l’uso del contante, sempreché ciò avvenga nel pieno rispetto della regolamentazione interna all’ente, che deve puntualmente disciplinare le situazioni di necessità e urgenza ove sia possibile derogare alle ordinarie procedure di erogazione della spesa. Esempi di fattispecie che possono transitare per la cassa economale sono il pagamento di imposte, tasse e diritti, valori bollati, valori postali, gli anticipi per missioni, gli acquisti non programmabili di materiale di modesta entità e facile consumo, biglietti di mezzi di trasporto, giornali e pubblicazioni. Per tali acquisti non occorre neppure parametrarsi al limite di 1.500 euro per spese giornaliere previsto dal comma 3 dell’articolo 3 della legge 136/2010, perché tale norma trova applicazione per gli acquisti effettuati dal-l’appaltatore e non dalla stazione appaltante. È peraltro opportuno mantenere questo parametro massimo quando l’amministrazione agisce in qualità di appaltatore nei confronti di altra stazione appaltante pubblica.

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