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Franceschini come Malraux: un bonus facciate per città più belle. Ma i soldi dove sono?

Un’idea interessante quella lanciata dal Ministro dei Beni culturali Franceschini dalle file del convegno “Le Pmi e la sfida della qualità – un’economia a misura d’Italia” tenutosi l’altro ieri a Roma: utiizzare parte del “tesoretto”, 1,6 miliardi sbucati fuori dal DEF 2015 e che sono in trepida attesa di una destinazione, per rendere più belle le nostre città, a partire dalle facciate di case e palazzi.

“Proporrò al governo e al Parlamento un ‘programma facciate’: come avvenne in Francia grazie a un’idea del ministro André Malraux che ha cambiato molte città francesi, bisogna mettere insieme un bonus molto più forte del 55% e del 65% per tutti, privati, condomini e case singole che vogliano rimettere a posto la facciata delle proprie case e palazzi”, ha detto Francesechini. Visto anche come hanno funzionato bene i bonus per le ristrutturazioni edilizie e gli ecobonus per gli interventi ambientali”.

In cosa consiste il bonus facciate?

Il bonus avrebbe “un arco temporale limitato di due anni, che permetterebbe di prendere più piccioni con una fava: fare le nostre città e periferie più belle a spese dei privati e a tutto vantaggio dell’economia e della piccola e media impresa”.

Una proposta che il sindaco di Milano Pisapia che ha accolto con favore: “I vantaggi sarebbero molteplici, in primo luogo si contribuirebbe a rendere più belle le nostre città, più attrattive e affascinanti”, anche perché “contribuire a riqualificare i palazzi delle città, non solo in centro, è un importante segnale di attenzione da parte del Governo”.

“Ho sempre detto che per favorire lo sviluppo la strada migliore è iniziare dalle piccole e medie opere che possono in tempi brevi dare occupazione – ha concluso Pisapia – la proposta di Franceschini va esattamente in questa direzione e potrà dare un impulso concreto alla ripresa economica. Spero quindi che una proposta che coniuga sviluppo e bellezza si possa tramutare in realtà”.

Il tesoretto: esiste o non esiste?

Il tesoretto, o #bonusdef come i renziani preferiscono chiamarlo, sarebbe sbucato da un deficit lievemente inferiore a quello programmato ed ammonterebbe a 1,6 miliardi di euro. Il governo non ha ancora svelato come verranno utilizzati, ma l’ipotesi andata per la maggiroe nei giorni scorsi è che serviranno a finanziare un piano anti-povertà per le classi più svantaggiate.

Una trovata che per i detrattori di Renzi è più una mossa elettoriale in vista delle imminenti amministrative e che per il giornale di Confindustria è solo un’arma di distrazione di massa, per non dire una sonora bufala.

Ammesso e non concesso che il tesoretto esista, tra le tante emergenze che il Paese ha da fronteggiare, la proposta di Franceschini, per quanto lodevole e condivisibile, ha certo più chance di essere un’utopia che una possibile realtà.

Comunque sia, ci piace.

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