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Fondi Ue solo ai Paesi virtuosi

BRUXELLES – La Commissione ha presentato ieri una proposta di gestione dei fondi europei da distribuire ai paesi membri. Le novità sono almeno due: la creazione di una terza categoria di regioni, dette in transizione, e la decisione di legare l’esborso del denaro al rispetto di criteri macroeconomico, quale l’andamento dei conti pubblici. Il piano, illustrato ieri dal commissario austriaco alle politiche regionali Johannes Hahn e dal commissario ungherese agli affari sociali László Andor, è particolarmente ambizioso. La Commissione propone che il bilancio dedicato ai fondi europei sia pari in tutto a 376 miliardi di euro nel periodo 2014-2020. «Tre le linee-guida – ha spiegato Hahn -: attenzione ai risultati, focus su obiettivi precisi, e presenza di incentivi e condizionalità». In un contesto particolarmente variegato, le regioni sono state suddivise in tre categorie, e non più in due: la prima raggruppa le zone meno sviluppate, la seconda le zone in transizione e la terza le zone sviluppate. L’Italia conta 4 regioni nella terza categoria (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania) e altre 4 nella seconda fascia (Sardegna, Molise, Basilicata e Abruzzo). La seconda categoria raggruppa 51 regioni e 72 milioni di persone. Insieme le 4 regioni italiane hanno 4 milioni di abitanti. Hahn ha detto che «l’Italia non perderà denaro, anzi potrebbe anche guadagnarci». Il governo italiano ieri non ha commentato. Tuttavia, in un discorso alla Camera in settembre, il ministro per i rapporti con le regioni Raffaele Fitto aveva espresso perplessità, notando che una soluzione di questo tipo avrebbe comportato per l’Italia un onere maggiore nel bilancio europeo a fronte di aiuti per una quota di popolazione molto piccola. Altrettanto interessante è la decisione di vincolare il versamento dei fondi a una politica economica che sia rispettosa delle linee-guida europee. La scelta giunge dopo che proprio questa settimana l’Ecofin ha dato il via libera al nuovo patto di stabilità, che prevede un iter sanzionatorio anche per il debito eccessivo. La possibilità di sospendere i fondi per i paesi in deficit eccessivo esisteva anche in precedenza, ma era limitata ai fondi di coesione. La Commissione vuole estendere questa possibilità a tutti i fondi europei. La proposta però non prevede quella automaticità temuta da alcuni governi, e in particolare da quello italiano, oberato da un debito elevato. Hahn ha detto che l’interruzione nel versamento dei fondi a una regione è da considerarsi «un’ultima ratio», ma c’è il tentativo evidente di imporre ai paesi una migliore gestione del denaro comunitario. Il commissario austriaco ha parlato della necessità «di aiutare il Mezzogiorno d’Italia a meglio svilupparsi». Peraltro, l’esecutivo comunitario vuole anche offrire incentivi: il 5% dei fondi 2014-2020 verrà tenuto da parte e distribuito a metà periodo alle regioni che si sono comportate meglio. La proposta presentata ieri fa parte del progetto per il prossimo bilancio comunitario. Sarà ora oggetto di trattative con il consiglio e con il parlamento.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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