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Fondi Ue, focus su istruzione e Pmi

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un sostegno su misura per le Pmi all’insegna dell’innovazione e della competività. Più risorse per l’industria culturale con l’aiuto della Bei, un nuovo impulso alla rete di infrastrutture, una grande scatola per l’istruzione e la formazione. All’insegna della razionalizzazione, con procedure più snelle e più in linea con le politiche nazionali. Sono queste le principali portate del menù dei finanziamenti in via diretta per il 2014-2020 che oggi il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso presenterà ai ministri degli Esteri dei Ventisette a Bruxelles, segnando il via ufficiale ai negoziati. La complessa discussione sulla programmazione pluriennale è un passaggio decisivo in quanto stabilisce gli orientamenti e gli obiettivi di lungo-termine della Ue definendo le aree nelle quali verranno concentrati gli interventi. I finanziamenti “in via diretta” non sono da considerarsi “residuali”, ossia avanzi dei fondi strutturali, ma vere potenzialità create a sostegno delle varie politiche comunitarie. La loro natura permette, attraverso la costituzione di partnenariati tra enti, imprese e associazioni, sia pubblici che privati in Stati membri diversi, di attuare progetti di elevato interesse innovativo, incentivando la collaborazione tra i 27 paesi. Il filo conduttore della nuova programmazione è «la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva». Le proposte a firma dell’esecutivo Barroso puntano a una riduzione del numero di programmi, a un più ampio ricorso alle agenzie esecutive esistenti, a una gestione più rigorosa, con procedure amministrative più snelle ed efficienti. Ricerca e innovazione – Tra le principali novità “Orizzonte 2020: un quadro strategico comune per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico” . Il nuovo programma – dotato di un budget pari a 80 miliardi di euro – punta ad eliminare la frammentazione e garantire più coerenza, anche con i programmi di ricerca nazionali. Una caratteristica della nuova strategia di finanziamento della ricerca sarà il maggiore ricorso a strumenti finanziari innovativi, a seguito del buon esempio del meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi. Per le piccole e medie imprese viene confezionato un nuovo strumento ad hoc, il “Programma per la competitività e le Pmi” imperniato principalmente su misure finalizzate a promuovere le imprese più dinamiche e competitive a livello internazionale. L’intero sostegno alla ricerca e all’innovazione a favore delle Pmi confluirà nel quadro strategico comune per la ricerca e l’innovazione (si veda Il Sole 24 Ore del 4 luglio scorso). Grandi novità anche per istruzione, giovani e cultura. Il nuovo programma “Istruzione Europa” riunirà in sè il Programma sull’apprendimento permanente (Llp), Erasmus Mundus e Gioventù in azione. Al suo interno verrà inoltre creato un sottoprogramma relativo ai finanziamenti allo sport. Si chiamerà invece “Europa creativa” il nuovo programma comprenderà “Cultura”, “Media” e “Media Mundus” e si focalizzerà specificatamente sulle esigenze dei settori culturale e creativo in un’ottica di superamento delle frontiere nazionali e con una forte enfasi sulla promozione della diversità culturale e linguistica. È previsto anche l’intervento della Bei, la Banca europea per gli investimenti, per migliorare l’accesso ai finanziamenti da parte dell’industria culturale. Politica sociale – Il “Programma integrato per l’occupazione, la politica sociale e l’inclusione” si concentrerà su grandi progetti con un chiaro valore aggiunto della Ue, per raggiungere la massa critica e ridurre gli oneri amministrativi. Saranno introdotte procedure e norme armonizzate e semplificate, per agevolare l’accesso al programma, in particolare per le piccole organizzazioni. La Commissione ha inoltre deciso di proporre la creazione di un “Meccanismo per collegare l’Europa “, per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture, con opportunità in vista per le Pmi.

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