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Fisco semplice: parte il piano dell’Economia a maggio un primo Ddl

ROMA – Operazione a due vie per semplificare il sistema tributario: da una parte i tavoli tecnici sulla riforma fiscale con le parti sociali al completo; dall’altra il confronto con il mondo delle imprese, piccole e grandi, per snellire in tempi rapidi gli adempimenti amministrativi. Lo snodo per la riscrittura delle regole passa, dunque, per la semplificazione dell’intero sistema fiscale. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha messo al centro del progetto di revisione dell’intero ordinamento tributario proprio lo snellimento delle procedure e lo sfoltimento della giungla di agevolazioni, deduzioni e detrazioni. È da questo processo di snellimento che si potrà recuperare una parte delle risorse da destinare al finanziamento della riforma fiscale e si potranno ridurre i costi amministrativi. A tal punto che già con la prossima manovra di maggio sulle liberalizzazioni, l’amministrazione finanziaria punta a mettere sul piatto una serie di interventi concreti per ridurre gli obblighi e contemporaneamente gli oneri sostenuti da imprese e autonomi per rispettare le regole del gioco. Per raggiungere l’obiettivo, ha fatto sapere in una nota la stessa agenzia delle Entrate, è partito ieri il tavolo tecnico per snellire gli adempimenti tributari a carico delle imprese tra agenzia, Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) e Confindustria. Un tavolo di confronto sollecitato dalle associazioni e voluto dallo stesso direttore generale delle Entrate, Attilio Befera, secondo cui se il sistema non lo si riporta a semplicità questo è destinato a diventare ingestibile. L’ordine di scuderia è quello di lavorare a fari spenti e di arrivare a maggio con proposte concrete da trasformare anche in un possibile disegno di legge. Per centrare l’obiettivo sono stati creati quattro sottogruppi di lavoro. Il primo dovrà occuparsi di regimi, adempimenti e moduli. Ad esempio si andrà a setacciare l’attuale modulistica per ridurre informazioni e dati attualmente richiesti e che in molti casi finiscono con il duplicarsi tra un quadro e l’altro dei modelli di dichiarazione. Il secondo sottogruppo di lavoro dovrà concentrarsi sugli adempimenti dei sostituti d’imposta cercando di trovare una modalità che consenta la piena attuazione della norma sulla mensilizzazione dei dati gestiti dai sostituti d’imposta. Ciò che chiedono le imprese da tempo è che alla fine l’adempimento non aggravi la vita delle imprese stesse. Gli obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto saranno al centro dei lavori del terzo sottogruppo con il vincolo di uno snellimento delle procedure che resti comunque in linea con il dettato comunitario. Il quarto, infine, si dovrà occupare del più ampio settore delle imposte dirette, dall’esercizio delle opzioni per particolari regimi di tassazione alla determinazione del reddito d’impresa, come ad esempio la razionalizzazione del sistema di detraibilità dei veicoli aziendali. I lavori del tavolo per le semplificazioni amministrative viaggeranno, comunque, parallelamente a quelli della riforma fiscale e in particolare con il gruppo di studio coordinato dal responsabile di Bankitalia, Vieri Ceriani, sulle “tax exspenditures”, ovvero sulle oltre 240 voci di erogazione di spesa oggi esistenti che erodono gettito per più di 120 miliardi di euro. Il confronto con le parti sociali prosegue e si attende per la prima decade di aprile, la nuova quantificazione delle agevolazioni alla luce della mappatura realizzata ex novo dal Dipartimento delle Finanze. Dopo Pasqua partirà la seconda fase dei lavori del tavolo, durante la quale le agevolazioni saranno riclassificate secondo nove distinte codificazioni. E questo sarà il lavoro più delicato. A ogni singola voce dovrà essere assegnato uno dei nove codici di appartenenza, come ad esempio le detrazioni Irpef per gli assegni al coniuge che rientreranno nel gruppo 1), ovvero tra le misure che evitano doppie imposizioni. O ancora le esenzioni o riduzioni di aliquote di accise previste da direttive comunitarie che saranno classificate nel gruppo 2): misura che garantisce la compatibilità con l’ordinamento comunitario. Ci sono poi le misure del gruppo 3) in grado di garantire il rispetto di principi di rilevanza costituzionale come l’uguaglianza di trattamento o la capacità contributiva. O ancora quelle che saranno classificate con il codice 4) come «misure finalizzate a interventi sul Welfare» in cui rientreranno le più classiche delle detrazioni e deduzioni riferite all’individuo come quelle contributive, per spese mediche. Il lavoro dovrà essere completato sull’entità delle misure, sui beneficiari e sulla ratio che ha spinto il legislatore a introdurre un determinato sconto o un determinato regime fiscale. Completata la fotografia per fine aprile il tavolo tecnico produrrà un documento che sarà sottoposto al ministro dell’Economia e da cui verranno tradotti in norme i nuovi criteri della riforma fiscale che dovranno portare, entro la fine della legislatura, a porre le basi di un fisco che realmente passi dal “complesso al semplice”.

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