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Fisco, da Equitalia ad Aequa Roma

A Roma non potevano che trovare una denominazione latineggiante. Nonostante questo, però, nessuno si nasconde che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in questa occasione si sia ispirato al ministero dell’economia guidato da Giulio Tremonti. Il primo cittadino della capitale, in tempi recenti, ha lanciato una nuova creatura all’interno del caleidoscopico mondo delle società comunali. Si chiama Aequa Roma e dovrà occuparsi della riscossione dei tributi. Il nome prescelto, appunto, è chiaramente latino, ma tradisce un’evidente debito nei confronti di Equitalia, la più famosa società statale di riscossione dei tributi partecipata al 51% dall’Agenzia delle entrate e al 49% dall’Inps. Insomma, da Equitalia ad Aequa Roma, e non soltanto per l’assonanza del nome, il passo è stato breve. Il progetto capitolino, peraltro già ben avviato, in sostanza prevede che Aequa Roma sarà il nome che verrà adottato da Roma Entrate, la spa interamente partecipata dal comune che si occupa di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi. Si tratta di una società di un certo rilievo, nel perimetro delle partecipazioni comunali, se solo si considera che ogni anno accerta più di 120 milioni di euro di maggiore Ici e circa 100 milioni di maggiore tariffa rifiuti. Da questa società, inoltre, il sindaco attende per il 2010 incassi nell’ordine di 20 milioni di euro, anche se tra i vertici della società è ormai diffusa la convinzione che a fine anno il bottino dei recuperi potrà rivelarsi anche più pingue. Ad ogni buon conto, tutto questo nel prossimo futuro passerà sotto le nuove insegne di Aequa Roma. Nella nuova società, tra l’altro, dovrebbero anche confluire alcuni dipendenti che erano addetti alla riscossione all’interno di Gemma spa, società (oggi in liquidazione) a cui il comune aveva affidato la gestione delle pratiche dei vari condoni edilizi. Attività, quest’ultima, successivamente tolta a Gemma, nel momento in cui Alemanno ha deciso di rescindere il contratto con la medesima società con una coda polemica che si sta trascinando ancora oggi. In ogni caso, da adesso in poi la riscossione dei tributi nella capitale, e tutte le attività connesse in tema di lotta all’evasione fiscale, prenderanno l’ispirazione dall’Equitalia nazionale. Il primo passo, come esattamente accaduto per la holding nazionale, è stato la scelta di un nome «amichevole», almeno in quella che ne sarà la percezione da parte dei contribuenti. Lo stesso percorso, del resto, è stato seguito da Equitalia, guidata dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, che inizialmente si chiamava Riscossione spa. Poi, nel marzo del 2007, quando a dir la verità la politica fiscale era nelle mani dell’allora viceministro dell’economia, Vincenzo Visco, si decise di rifare il trucco alla neonata società pubblica. E così, al posto del più «ruvido» Riscossione spa si optò per il più seducente nome di Equitalia. A quanto filtra da ambienti del comune, inoltre, adesso per Aequa Roma si aprirà anche la fase della ricerca di un logo all’altezza della nuova identità societaria. Per il resto, come detto, l’attività principale dovrebbe porsi in linea di continuità con quanto finora è stato fatto da Roma Entrate.

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