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Firenze sogna il Granducato

Firenze sogna. In grande. E la discussione intreccia città metropolitana e area vasta. La provincia, ma anche la regione, vorrebbero creare una nuova super-provincia estesa dalle colline del Chianti fino alle terme di Montecatini. Quasi una riedizione minore del Granducato. Ma c’è anche un altro discorso in ballo, che parte da Palazzo Vecchio, dove sono già stati delimitati i confini della futura Firenze “metropolitana”: alla città guidata da Matteo Renzi si andrebbero così a unire altri otto comuni vicini (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa). La commissione municipale affari istituzionali e la commissione città metropolitana della provincia si stanno confrontando e a breve è previsto anche un consiglio congiunto. «Firenze deve diventare una grande città, partendo da servizi condivisi per tutta l’area – spiega Valdo Spini, presidente della commissione del comune fiorentino – per questo è necessario promuovere i contatti con l’amministrazione provinciale e con i comuni interessati per rivolgere al governo l’istanza per l’immediata costituzione degli organi provvisori della città metropolitana». Questo pone però un problema: che fine faranno i comuni dell’area del Chianti (al confine con la provincia di Siena) e quelli del Mugello (vicini all’Emilia Romagna)? Una soluzione potrebbe arrivare dalla super-provincia che unirebbe Firenze, Pistoia e Prato, con un milione e mezzo di abitanti, anche se bisognerà fare i conti con l’orgoglio dei pratesi, decisi a difendere la propria autonomia, conquistata appena da 18 anni. Spiega il presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci: «Abbiamo già avviato un percorso politico che prenda in esame le grandi questioni, dai servizi ai trasporti, che interessano questa ampia fetta di Toscana che riunisce al suo interno quasi il 50% della popolazione e il 50% del Pil regionale». Si pone però una questione di coesistenza tra una grande provincia e la città metropolitana: se i due progetti dovessero andare avanti parallelamente si verrebbe a creare quella che è stata definita una “ciambella”, ovvero la super-provincia che contiene una città metropolitana. Intanto stanno nascendo i primi progetti trasversali, a cominciare dalla riduzione da quattro a una sola Apt: «Le tre province hanno siglato un accordo per la promozione dei territori – aggiunge Barducci – inoltre l’intesa per la programmazione sulle infrastrutture, sul sistema dei parchi e delle aree protette, è un segnale positivo sul piano della collaborazione».

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