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Finanziaria, stretta sulle indennità

Stretta sulle indennità e i gettoni degli amministratori locali che portano i loro territori in rosso. Lo prevede il maxiemendamento del Governo al d.d.l. stabilità, depositato mercoledì sera in Commissione bilancio alla Camera. La misura prevede che le attuali indennità di funzione e i gettoni di presenza “sono rideterminati con una riduzione del 30% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008 per gli enti locali che nell’anno precedente non hanno rispettato il Patto di stabilità interno”.
Vediamo in sintesi le altre misure di interesse per gli enti.
Proroga dell’esenzione del ticket sulle visite specialistiche per il 2011 ma, al momento, solo per 5 mesi e per un ammontare di 347,5 milioni di euro. “Con l’intesa Stato-Regioni del dicembre 2009 – si spiega nella relazione al maxiemendamento – lo Stato si è impegnato a garantire alle regioni risorse aggiuntive per l’anno 20011 per 834 milioni di euro” per questa misura. In finanziaria, prosegue il testo, “si provvede a garantire dette maggiori risorse per i primi cinque mesi, con ciò rinviando a successivi provvedimenti il reperimento della quota di risorse di risorse restanti. In tali termini l’incremento del finanziamento del servizio sanitario nazionale per il 2011 è pari a 347,5 milioni di euro”. Arriva un fondo di 60 milioni nel 2011 destinato ai comuni virtuosi, cioè quelli che hanno rispettato il patto di stabilità negli ultimi 3 anni con un rapporto tra spese per il personale ed entrate correnti inferiore alla media nazionale.Questi fondi serviranno per il pagamento degli interessi passivi maturati dai comuni per il ritardato pagamento dei fornitori. Non hanno invece passato il vaglio di ammissibilità le misure riguardanti l’arbitrato nei contratti pubblici e le semplificazioni in materia di appalti, così come la stretta sulle frodi alle compagnie assicurative. Salve però le misure sui giochi e i fondi per 7 milioni (di cui 5 a Sose e 2 a Ifel) per gli approfondimenti riguardanti il decreto del federalismo fiscale sui fabbisogni standard di comuni e province da parte di Sose e Ifel. In arrivo infine il rimborso ai comuni per i mancati introiti dell’Ici prima casa nel 2008 che vale 344 milioni di euro; un finanziamento per 105 milioni in 3 anni al Ministero dell’ambiente; 15 milioni di euro nel 2013 per le spese del funzionamento della Camera dei deputati. Lo prevedono due emendamenti al d.d.l. bilancio, presentati in serata in Commissione bilancio.

LE REAZIONI ‘
“Le riposte che ci vengono dal Governo con il maxiemendamento non ci soddisfano perché‚ sono parziali, e soprattutto non intervengono a risolvere la vera questione che avevamo sollevato e su cui c’era stato a luglio un impegno preciso del Ministro dell’economia: l’innalzamento almeno al 4% dei residui passivi da utilizzare per pagare i fornitori e rilanciare gli investimenti sul territorio”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo a Padova, all’Assemblea dell’Anci, commentando le misure che prevedono per gli enti locali 480 milioni di euro per alleggerire il patto di stabilità di province e comuni. “Non solo le risorse a disposizione di province e comuni sono davvero poche – aggiunge Castiglione – ma si introducono una serie di deroghe, dall’Expo di Milano alle ordinanze di protezione civile, che di fatto svuotano completamente il provvedimento. Torniamo a ribadire l’urgenza di sbloccare i residui passivi – conclude il presidente dell’Upi – perché‚ si tratta di risorse indispensabili per sostenere le economie locali e per assicurare alle imprese quella liquidità, senza cui molte rischiano il fallimento. Avevamo chiesto misure che ci permettessero di riprendere ad investire nella sicurezza delle scuole, nella manutenzione delle strade, nel contrasto al rischio idrogeologico: il maxiemendamento non offre nessuna risposta a queste che sono vere priorità del Paese”.
Il maxiemendamento alla legge di stabilità è per le Regioni del tutto insoddisfacente, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede del Cinsedo. “Il maxiemendamento non risponde alle necessità di dare una serie di servizi fondamentali per le persone, le famiglie e le imprese”, ha chiarito Errani. Per le Regioni, ha spiegato Errani, il maxiemendamento non prevede alcun allentamento del Patto di stabilità “forse la rappresentazione giornalistica non corrisponde a quanto scritto sul documento”. Il governatore della Basilicata, Vito de Filippo, ha aggiunto che è previsto solo un reintegro di 200 milioni per le politiche sociali e 100 per le borse di studio. “Sono fondi nazonale reintegrati dopo il taglio che era stato operato dalla manovra ma non c’è nessun mancato taglio da 1,2 miliardi”, ha precisato De Filippo. Inoltre è prevista una copertura dei ticket per la specialistica per 4 mesi. “C’è la manovra e poi ci sarà il milleproroghe. Discuteremo – ha aggiunto Errani – fino a che sarà evidente che sul trasporto pubblico locale la manovra è oggettivamente insostenibile. Quando saranno evidenti le ricadute sui pendolari, soprattutto giovani e studenti, a dicembre, credo che si dovrà trovare una soluzione; a quel punto sarà chiaro a tutti che bisogna cambiare la manovra”.
Anche l’Anci boccia per bocca del presidente Sergio Chiamparino il maxiemendamento, giudicandolo “un bicchiere mezzo vuoto” e spedisce ai capigruppo della commissione bilancio e al ministro Fitto un sub emendamento con le richieste dei comuni. “Non c’è nessun alleggerimento della manovra – dice Chiamparino – né lo sblocco dei residui passivi. L’unica cosa che abbiamo trovato nel provvedimento è una modifica del patto di stabilità e alcune misure che salutiamo positivamente come l’annunciata parziale restituzione dei rimborsi dell’Ici sulla prima casa”. Ossia 260 mln – elenca – sui 350 mln che sono dovuti ai comuni. Chiamparino spiega che sull’allentamento dei vincoli del patto di stabilità nel maxiemendamento ci sono “480 mln di euro che vanno bene, ma sono finalizzati ad alcune situazioni come le ordinanze di protezione civile, Milano per l’Expo, Parma per l’Agenzia europea della sicurezza alimentare”. Svestendo i panni dell’Anci per rivestire quelli di sindaco di Torino, Chiamparino non risparmia una battuta polemica: “non capisco perché l’Expo può stare fuori dal patto di stabilità e le Olimpiadi no”. Questo risultato, rincara, “è frutto di una negoziazione one to one dei singoli comuni con il governo ma che va a carico della fiscalità generale”. Gianni Alemanno, sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale dell’Anci spiega che alla vigilia dell’Assemblea di Padova ha incontrato insieme al segretario generale Rughetti il Ministro dell’economia Tremonti “che si era impegnato alla restituzione di 260 milioni relativi all’Ici e a 400 milioni sul patto di stabilità”. Secondo Alemanno però non è stata fatta nessuna menzione alle eccezioni relative all’allentamento del patto di stabilità: “dunque l’impegno del ministro viene meno – sottolinea Alemanno – e noi abbiamo presentato questo sub emendamento perché è necessario che la situazione sia corretta. È grave che oggi ci troviamo in una situazione addirittura peggiorata rispetto a quella della Conferenza”. Le richieste, annunciano i vertici dell’Anci, sono già state sottoposte al deputato Marco Milanesi, che si sta occupando del maxiemendamento mentre il Ministro è a Seul. Dal colloquio, spiegano, è emerso che si sta lavorando “perché anche loro si sono accorti che qualcosa non va”. Stando così le cose, secondo l’Anci, per 780 comuni il concorso alla manovra sarebbe superiore al 9% mentre per 220 sarebbe superiore ai 100 euro pro capite. Per questo i sindaci chiedono una clausola di salvaguardia in base alla quale la percentuale massima non debba superare il 7,7% e solo per i comuni sopra i 700 mila abitanti il 12%.

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