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Finanziaria, Caldoro alza la voce “Non esistono Regioni virtuose”

«Gli enti virtuosi non esistono, è una asserzione stupida». Mentre a Napoli è costretto a adempiere ai dettami della finanziaria, a Roma Stefano Caldoro, presidente della Regione, fa la voce grossa contro ipotesi che possano addirittura peggiorare la situazione della Campania. Così ieri, al termine di giornate convulse di incontri, Caldoro è partito lancia in resta contro lo slogan degli «enti virtuosi», ovvero delle Regioni da premiare, nato dalla apertura che Umberto Bossi ha fatto all’idea di allargare un po’ i cordoni della Finanziaria. «Sarebbe un modo di sprecare le risorse – ha detto Caldoro – Vanno premiati i comportamenti virtuosi, le performance di miglioramento dell’ente rispetto al punto di partenza e agli obiettivi. Se invece si premia il dato storico delle singole Regioni, non si stimolano i miglioramenti che nascono dalla competitività sugli obiettivi da raggiungere». Insomma vanno premiati sforzi e miglioramenti, non eventuali titoli acquisiti che porterebbero dalle parti di Lombardia e Veneto. «Le condizioni di svantaggio, che nascono da eredità disastrose e indici storici – aggiunge Caldoro – non possono rappresentare in questa fase un discrimine». Caldoro ha anche firmato un documento con quattro colleghi del sud (Polverini, Scopelliti, Chiodi e Iorio) per strappare al governo un po’ di tempo in più per mettere a posto i conti. «In particolare – scrivono i cinque – per l’attenuazione del patto di stabilità, soprattutto per quelle Regioni che devono osservare il piano di rientro nella sanità, con conseguente sblocco delle premialità riferite ad anni precedenti e non ancora erogate perché vincolate agli adempimenti del piano stesso». Dunque «è importante una nuova pianificazione, assegnando un tempo più ampio per il conseguimento del pareggio nella gestione corrente». E quanto alle spese consentite dal patto di stabilità, sarà necessaria una diversa definizione per assicurare un equilibrio di cassa e competenza». Insomma più tempo per riscrivere un patto che possa essere rispettato. Mentre Caldoro era a Roma, a Napoli si è riunito il Consiglio regionale, non privo di polemiche. Una in particolare ha scavato un solco fra maggioranza e opposizione. Si tratta della approvazione di due ordini del giorno per la sospensione degli abbattimenti di fabbricati abusivi, con richieste in tal senso al governo. È stata inoltre eletta segretaria di presidenza Bianca D’A-ngelo (Pdl), in luogo della dimissionaria Alessandra Mussolini. È tornata invece alla giunta per il regolamento la incredibile vicenda della corresponsione di metà indennità a due consiglieri, Roberto Conte e Alberico Gambino, sospesi dall’in-carico per i loro carichi penali. Una legge lo prevederebbe, ma si è optato per un ulteriore esame del caso. Infine le incompatibilità. Ne è stata contestata una a Giovanni Fortunato (Caldoro presidente), sindaco di Santa Marina. Via libera invece a Pietro Foglia (Udc), presidente dell’Asi di Avellino, mentre Pasquale De Lucia (Udc) si è dimesso da sindaco di San Felice a Cancello. Paradossale invece la situazione di Enzo De Luca, sindaco di Salerno. Anche a lui è stata contestata la incompatibilità, ma il capogruppo Pdl Fulvio Martusciello ha riferito che il suo Comune non gli avrebbe ancora notificato quella comunicazione.

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