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Federalismo, vincitori all’attacco

La riforma federalista potrebbe avere effetti deflagranti sugli enti locali. Con una perdita complessiva di oltre 445 milioni di euro di fondi. E con un impatto fiscale sui cittadini non indifferente: con la nuova Imposta municipale unica (Imu), per fare un esempio, i cittadini napoletani finirebbero per pagare quasi 700 euro a testa. A seguire i piu’ colpiti sarebbero i bolognesi con 555 euro annui per abitante e gli aquilani (548 euro per abitante). L’Imu piu’ bassa è invece quella di Brindisi: 166 euro annui per abitante, seguita da Benevento (176 euro) e Catanzaro e Reggio Calabria (179 euro per abitante). Il rischio stangata per i comuni e l’impatto del nuovo modello fiscale emergono da uno studio del Pd, messo a punto dal senatore Marco Stradiotto sulla base dei dati della Copaff, lan Commissione paritetica per il federalismo fiscale che mette a confronto i trasferimenti relativi al 2010 e il totale del gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale (tassa di registro e tasse ipotecarie, l’Irpef sul reddito da fabbricati e il presunto introito che dovrebbe venire dalla cedolare secca sugli affitti). Uno studio diffuso il 26 dicembre che ieri ha destato molte reazioni nel mondo della politica. Il cui senso è fondamentalmente questo: gli enti locali favoriti dalla riforma (essenzialmente quelli del Nord) sono ben contenti di esserlo, e sembrano prendere le distanze dalle amministrazioni (quelle del Sud) che invece ne subiranno gli effetti più pesanti. Ma partiamo dai numeri.

LA RICERCA
Tra i 92 comuni presi in esame dalla ricerca 52 otterrebbero benefici dalla proposta di riforma e 40 ne verrebbero penalizzati. Lo studio dimostra che l’Aquila, ma anche Napoli come molti comuni del sud perderebbero consistenti fette di entrate (fino a oltre il 60%) con il nuovo fisco. Va meglio, invece ai municipi del nord o a quelli come Olbia con un alto tasso di seconde case avvantaggiati dalla base immobiliare delle nuove imposte. La perdita di risorse per i servizi per i capoluoghi di provincia è pari a 445.455.041 milioni di euro. Un taglio drastico delle risorse risulta come detto per il comune dell’Aquila (-66%) che perde 26.294.732 milioni, seguito di poco da Napoli che perde quasi 400 milioni (392.969.715), essendo pero’ il comune che riceve i trasferimenti statali piu’ alti rispetto a tutti gli altri capoluoghi italiani (668 euro per abitante di fronte a una media di 387 euro). Se il nuovo fisco previsto nel federalismo municipale andra’ in vigore il capoluogo abruzzese incassera’ 13.706.592 di euro di tasse a fronte di 40.001.324 di trasferimenti avuti nel 2010. Si tratta di -360 euro all’anno per abitante. I cittadini aquilani pagheranno, infatti 188 euro di Imu, mentre attualmente per ognuno di loro vengono dati al Comune 548 euro. Non va meglio a Napoli che grazie all’autonomia impositiva incassa 252.054.150 euro, ma nel 2010 ha avuto trasferimenti per 645.023.865. E ancora Roma perde 129.540.902 euro (il 10% delle entrate). Olbia, tra tasse di registro e ipotecarie, Irpef sul reddito da fabbricati e cedolare secca sugli affitti raggiungerebbe 25.212.732 di euro di entrate a fronte di trasferimenti che nel 2010 sono stati 8.988.534 con un saldo di piu’ 180%. Va bene anche a Imperia che vede un gettito dalle tasse devolute per 18.047.194, segnando un piu’ 122% rispetto ai trasferimenti che quest’anno sono stati 8.131.993 milioni. Bene anche Parma (+105%); Padova (+76%); Siena (+68%) e Trevi. Come detto sarebbero i comuni meridionali i più penalizzati. Qualche esempio: Palermo perde 185.727.331 euro pari al 55% dei fondi per i servizi essenziali, cosi’ come Cosenza, Messina perde il 59%, Taranto il 50%.

LE REAZIONI
“Chi diceva che il federalismo fiscale è solo aria fritta e non cambia nulla con quella riforma è servito. Perché a Milano, secondo lo studio del Pd, porterà un saldo positivo di 134 milioni, +34%. Il federalismo mira giustamente a una più equa distribuzione delle risorse e delle imposte pagate dai cittadini. E a responsabilizzare maggiormente gli enti locali attraverso l’imposta comunale onnicomprensiva. Il meccanismo della trasparenza e della responsabilità devono essere i cardini per la pubblica amministrazione. Perché non è giusto che comuni virtuosi debbano vedersi minori trasferimenti per sanare i bilanci in rosso di altri”. Questo il commento del vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. “Milano e la Lombardia sono virtuosi – aggiunge De Corato -. E non è corretto che paghino per altre Regioni e comuni che producono deficit. Il federalismo sarà pertanto una molla che obbligherà a gestire meglio i conti pubblici. Il principio che tanto poi c’è lo Stato a tappare i buchi deve finire. Che la metà delle imprese lombarde, secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza, dica poi che il federalismo rappresenti anche un rimedio contro le mafie, è motivo in più per credere in questa partita”. “Con l’introduzione del federalismo fiscale ci sarà una stangata per i comuni meridionali? Il senatore Stradiotto fa bene ad usare il verbo al futuro: se pensiamo al presente e al passato dovremmo dire che sono i comuni e i cittadini del Nord ad essere stangati”, fa eco l’assessore veneto al bilancio e agli enti locali del Veneto, Roberto Ciambetti. “Lo studio mette in luce – ha continuato Ciambetti – l’incredibile anomalia italiana, per cui ci sono realtà che non riescono ad uscire dallo stato di perenne emergenza, disagio e degrado nonostante i fiumi di denaro pubblico che vengono convogliati dalle aree produttive. Pensiamo a Napoli che, con trasferimenti pari a 668 euro per abitante, contro una media nazionale di 387 euro, è caso emblematico: evidentemente non bastano solo i soldi pubblici a risolvere le situazioni di crisi, ma se noi continuiamo a tappare la falla e le emergenze con provvedimenti tampone, continuando cioè a mandare soldi su soldi, non faremo mai il bene di quelle popolazioni”. “Lo studio del Pd certifica ciò che noto: il federalismo fiscale modificherà la distribuzione delle risorse finanziarie ai comuni ed agli enti locali. Noi Socialisti liguri, non contestiamo la possibilità di normare diversamente le risorse agli enti locali, magari premiando i più virtuosi. Crediamo siano necessari maggiori investimenti a favore dei comuni a garanzia del mantenimento e della crescita di quelli che sono i livelli dei servizi e dei tanti compiti fondamentali che hanno”. Lo dichiara Maurizio Viaggi, segretario del Psi Ligure. “È evidente, siamo lieti che le tre province liguri con il cosiddetto federalismo fiscale avranno, si presume, più risorse: Imperia, si calcola, possa avere 10 milioni, Savona 7 e La Spezia circa 3 milioni in più dell’attuale finanziamento. Genova ne perde 56 e, indipendentemente da chi avrà singoli benefici, il saldo regionale sarà negativo (per le province liguri) di oltre 36 milioni di euro. Imperia, Savona e La Spezia, meritano abbondantemente l’accrescere dei loro finanziamenti ma, a prescindere dalle norme o dal federalismo – ribadisce Viaggi – occorre che ai comuni vadano maggiori risorse e che loro stessi li utilizzino in un virtuoso buon governo”.

TRASFERIMENTI
Restando nell’ambito della finanza locale, il Ministero dell’interno ha comunicato ieri di aver provveduto all’attribuzione in spettanza nell’ambito degli “Altri contributi generali” dei 200 milioni di euro di cui al comma 13 dell’articolo 14 del decreto legge n. 78 del 2010, somma relativamente alla quale con decreto ministeriale del 10 dicembre scorso era stata definita la ripartizione per l’anno 2010 tra le amministrazioni locali. Si tratta, ricordiamo, di un contributo da non conteggiare tra le entrate valide ai fini del patto di stabilità interno e nel cui riparto i criteri devono tenere conto della popolazione e dell’avvenuto rispetto del patto stesso.

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