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Federalismo municipale: compartecipazione Iva, premiate le grandi città del Nord

Premiate soprattutto le grandi città del Nord. E svantaggiati i comuni del meridione, soprattutto in Calabria, Campania e Sardegna. È questo il quadro che si configura con la sostituzione della compartecipazione all’Irpef con quella all’Iva, prevista nell’ultima versione del decreto sul federalismo municipale. Il Sole24Ore ha analizzato il gettito Iva provinciale, che è proprio l’unità di misura sulla quale si basa il decreto. Una volta stabilità l’aliquota (che dovrà garantire 2,8 miliardi al comparto dei comuni) il meccanismo prevede infatti che questa sia applicata al gettito Iva provinciale. La somma risultante, poi, verrebbe redistribuita ai comuni di quella provincia, in base al numero degli abitanti.
Ebbene, prendendo come riferimento gli ultimi dati disponibili (2008) il Sole ha calcolato innanzitutto che le due città capoluogo a trarre maggior vantaggio dall’applicazione della compartecipazione Iva sarebbero Milano e Roma, rispettivamente con 201 e 162 euro per abitante. La terza città più avvantaggiata sarebbe Verona, dove però si scenderebbe già a 93 euro per abitante. Ad ogni modo, nella parte alta di questa classifica si posizionerebbero tutti i comuni del Nord, con quelli meridionali a fare da fanalino di coda. I più svantaggiati? Nuoro (4,5 euro per abitante), Cosenza (45,3), Caserta (3,2) e Crotone (0,4).

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