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Federalismo, l’aut aut dei comuni

Senza le certezze che i comuni chiedono non ci potrà essere giovedì prossimo alcuna intesa, in Conferenza unificata, sul decreto legislativo in materia di autonomia impositiva dei municipi. Questa la decisione dell’Anci che ieri ha riunito l’ufficio di presidenza per esaminare il testo del decreto. «Sulla base dell’accordo del 9 luglio», ha detto il presidente, Sergio Chia-mparino, «lavoriamo per giungere ad un’intesa che però non può prescindere da una serie di condizioni che noi poniamo. Ad oggi non si conoscono gli effetti del decreto sui singoli comuni, mentre sono noti i tagli prodotti dalla manovra». Irrinunciabile per arrivare ad un accordo la condizione che il gettito dei tributi che saranno devoluti ai comuni resti sul territorio sia nella fase transitoria sia in quella a regime e che quindi vada cambiata la norma sulla compartecipazione dello stato. «Se così non fosse», ha detto ancora Chiamparino, «vorrebbe dire che il governo prima ci dà e poi si riprende». Alle critiche al decreto si aggiungono poi le rivendicazioni che i comuni portano avanti da luglio per alleggerire la propria situazione contabile per il 2011. L’Anci chiede che venga cambiato il patto di stabilità e che venga previsto un alleggerimento della Finanziaria per il 2011 oltre allo sblocco di una maggior quota di residui passivi sul 2010. «Queste sono le condizioni», ha concluso Chiamparino, «che noi poniamo e alle quali ci si deve avvicinare il più possibile altrimenti sarà impensabile arrivare giovedì prossimo a un parere e ad un’intesa». Riforma Brunetta. Intanto ieri il sindaco di Torino ha incontrato (assieme a Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e vicepresidente Anci) il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta per discutere dell’applicazione del dlgs 150/2009 ai comuni. La richiesta dei comuni è chiara: «La riforma della pubblica amministrazione, potrà avere successo solo se saranno disponibili risorse per premiare l’efficienza e l’innovazione». «Le nostre perplessità», ha spiegato Delrio, «dipendono soprattutto dal fatto che la manovra finanziaria varata dal governo purtroppo impedisce di fatto l’introduzione di quei criteri di premialità che efficienza e merito richiedono». «Su questo fronte è quindi necessario un intervento legislativo che sblocchi la situazione; ed in proposito abbiamo registrato l’impegno del ministro Brunetta a farsi portavoce delle istanze dei comuni, che mirano esclusivamente a far sì che la riforma possa avere piena applicazione».

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