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Federalismo, enti locali al lavoro

Gli enti locali sono un cantiere aperto, ora più che mai. Con l’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale (dlgs nn. 23 e 68 del 2011) e delle varie manovre di finanza pubblica (dl nn. 78/2010; 70/2011; 98/2011 e, da ultimo, il dl 138/2011, la cui versione finale, però sarà diversa da quella promulgata ad agosto, visti gli importanti emendamenti dei giorni scorsi) gli enti dovranno lavorare molto già per il 2012, in un contesto normativo in continuo cambiamento e di forte tensione finanziaria. E in molti casi il livello dell’asticella da saltare non è ancora prevedibile, vedasi l’incidenza dei decreti ministeriali sulla virtuosità di cui art. 20 dl 98/2011. Dal lato entrate, dopo lo sblocco parziale dell’addizionale comunale Irpef e dell’addizionale provinciale alla Rc auto, è stato disposto per le province l’aumento dell’Ipt (da fissa a proporzionale per gli atti soggetti a Iva) – a decorrere dalla conversione del dl 138/2011, aspetto da tenere presente già in sede di salvaguardia degli equilibri 2011. Il dl 138/2011 prevede poi lo sblocco definitivo dell’addizionale comunale Irpef dal 2012 (ma lo sblocco parziale di cui art. 5 dlgs 23/2011 è durato fino al 13 agosto u.s. impedendo ai Comuni che hanno approvato il bilancio 2011 tra il 13 agosto e il 31 agosto u.s. di deliberare l’atteso aumento). Con medesima decorrenza, i Comuni potranno valutare l’istituzione dell’imposta di soggiorno (possibile già per il 2011, ma con incertezze applicative ma l’assenza di regolamento governativo) e dell’imposta di scopo. Infine, è molto probabile l’anticipo al 2012 dell’Imu rivisitata rispetto al dlgs 23/2011 in sostituzione, tra l’altro, dell’Ici e il riordino della Tarsu/Tia e con la probabile aggiunta di altri presupposti impositivi ancorati sui servizi comunali. Questo implicherà la modifica di procedure ormai consolidate, a partire dai regolamenti fino alla modulistica e alla comunicazione al cittadino. Dal 2012 occorrerà però fare a meno di Equitalia per la riscossione (dl 70/2011). Gli enti dovranno iniziare ora ad organizzarsi per la gestione diretta o tramite società pubbliche o, previa gara da impostare ed indire, tramite i soggetti iscritti all’albo (con poteri ridotti), sia della riscossione ordinaria sia di quella coattiva, oggi prevalentemente a ruolo. Sul lato della spesa/funzione, gli enti dovranno adeguarsi alle norme che stabiliscono l’obbligo di esercizio associato delle funzioni fondamentali (almeno due a fine 2011, tutte a fine 2012) per i piccoli Comuni e il divieto di costituzione e detenzione di una società, attivo a fine 2012, per i Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti eccetto quelle a partecipazione paritaria o proporzionale agli abitanti (ex art. 14, comma 32 dl 78/2010, come modificato dall’attuale art. 16 dl 138/2011). Per i Comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti la scadenza per le dismissioni o accorpamenti in un’unica società rimane invece il 31/12/2011. Le dismissioni societarie saranno valutate ai fini del patto di stabilità, con alleggerimento degli enti virtuosi dal concorso alla manovra. E mentre si guarda al cantiere delle entrate se ne apre un altro, quello della contabilità (dlgs 118/2011) a partire dalle nuove regole di imputazione dell’accertamento e dell’impegno, alla nuova struttura del bilancio (natura e destinazione), alla cassa, per fine con il bilancio consolidato.

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