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Fastweb, colazione con la superfibra

Circa 80 milioni di euro accantonati per due anni di lavoro. Due milioni di famiglie e imprese residenti in sette città italiane: Milano, Torino, Genova, Bologna, Roma, Napoli e Bari. Sono questi i numeri che quantificano il nuovo piano annunciato dall’operatore Fastweb, ormai pronto al grande balzo nell’ipervelocità della Rete.
Una banda larga, anzi larghissima. Dal 6 settembre due milioni di famiglie e imprese possono godere delle superprestazioni di una conessione in fibra ottica a 100 Mbps. O, meglio, fino a 100 Mbps in download e 10 Mbps in upload. Per attivare il servizio bisogna innanzitutto sostenere un esborso di 100 euro per l’attivazione una tantum.
L’offerta Fibra 100 verrà quindi commercializzata da Fastweb come un’opzione aggiuntiva agli attuali piani Internet in abbonamento. Chi si abbonerà a partire dal prossimo 6 settembre potrà inoltre godere di un prezzo scontato di 10 euro mensili, in alternativa ai 15 euro stabiliti alla fine del periodo promozionale.
C’è tuttavia chi ha sottolineato come i 100 euro necessari per l’attivazione rappresentino forse una spesa eccessiva. Questo perché per molti clienti non ci sarà bisogno di alcun intervento diretto di sostituzione degli apparati. Molti Home Access Gateway (HAG) di nuova generazione – tipo quelli Thompson – sono infatti compatibili con la nuova supervelocità annunciata da Fastweb.
“Abbiamo lavorato sulle componenti elettroniche del network, i cosiddetti apparati finali – ha spiegato l’AD Carsten Schloter – visto che la fibra in sé, a livello di infrastruttura, è probabile che rimanga la stessa per i prossimi 50 anni”. Con Fibra 100 l’operatore milanese pare aver messo la freccia sull’autostrada digitale dell’ultrabroadband, lasciandosi temporaneamente alle spalle le attuali sperimentazioni di Telecom con Alice Phibra.
“La nostra offerta a 100 Mbps – ha continuato Schloter – dimostra che molto può essere fatto e che anche la nostra rete potrà in qualche modo prestarsi ad un progetto nazionale più grande. Ma per andare avanti ci deve essere cooperazione su tutto il territorio nazionale”. Come dire che serviranno ulteriori progetti di sviluppo, finora soltanto annunciati dal tavolo sulle reti di nuova generazione.
In molti hanno comunque sottolineato come sia attualmente improbabile che Fastweb allarghi il suo piano di sviluppo basandosi solo ed esclusivamente sulle proprie forze. L’azienda ha già investito oltre 5 miliardi di euro per la realizzazione di una rete in fibra ottica lunga 31mila chilometri. Decisamente più plausibile l’intervento dei partner Vodafone, Wind e Tiscali.
Nel frattempo, la holding Swisscom ha commentato le indiscrezioni sull’ipotesi di delisting (ovvero l’uscita dalla Borsa) di Fastweb. “È un’ipotesi che stiamo valutando – ha spiegato Schloter – ma nessuna decisione è ancora stata presa. Il punto è che un delisting consumerebbe parte della nostra capacità finanziaria, che è comunque molto limitata, anche se sono certo che sarebbe un buon investimento possedere tutto il gruppo invece dell’attuale 82 per cento”.

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