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Fassino: ottenuta invarianza risorse per il 2014, ora il Governo approvi rapidamente decreto

“L’intesa che Anci ha raggiunto con il governo lo scorso 29 gennaio è un accordo importante poiché, dopo sette anni di costante riduzione di risorse, realizza un nostro obiettivo irrinunciabile: l’invarianza di risorse sul 2014 rispetto al 2013. Al Governo chiediamo ora l’emanazione, in tempi rapidissimi, del decreto che contiene i punti principali dell’intesa. La complessità dell’agenda parlamentare non sia d’ostacolo ad un provvedimento da cui dipende la vita stessa dei comuni”. Lo ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, parlando con i giornalisti al termine dell’Ufficio di presidenza Anci, convocato per discutere delle questioni aperte in materia di finanza locale e dei rapporti con il governo.
Fassino ha quindi illustrato i punti salienti dell’intesa che, come promesso dall’esecutivo, si concretizzeranno in un apposito decreto legge che il governo varerà nel prossimo Consiglio dei Ministri utile.

In attuazione dell’intesa con il Governo del 28 gennaio, nel corso di un incontro ieri si sono convenuti gli aspetti specifici del provvedimento che il Governo presentera’ nei prossimi giorni:

1. 30 aprile come termine per la approvazione dei bilanci 2014.

2. Aliquota 0.8 per mille applicabile in modo flessibile e finalizzata a copertura detrazioni e, in caso di residuo, per la copertura dell’eventuale minore gettito rispetto al 2013.

3. Fondo compensativo a favore dei Comuni per i quali l’aliquota dello 0.8 non garantirebbe in ogni caso la copertura del  minore gettito rispetto al 2013

4. Superamento dei vincoli all’accensione di mutui che potranno essere contratti in misura equivalente alle quote estinte

5. Norme per favorire piani di rientro dei Comuni in dissesto o predissesto (Napoli, Lamezia e altri)

6. Norme per il riassorbimento delle erogazioni salariali in violazione dei vincoli di legge

7. Norme sulla flessibilizzazione della dirigenza

Il primo risultato di non veder diminuite le risorse, per l’anno in corso, è stato raggiunto. Non per tutti i comuni, però. “La possibilità di agire dallo 0,1 allo 0,8 sulle aliquote – ha spiegato infatti Fassino – garantisce per circa 7200 Comuni sia la copertura delle detrazioni sia l’eventuale minor gettito. Tuttavia per 730 enti il passaggio da Imu a Tasi registrerà un minor gettito. Per questo, il governo ci ha assicurato che nel decreto sarà prevista l’istituzione di un fondo perequativo di circa 620 milioni che dovrebbe risolvere la questione”.
Il d.l. dovrebbe, poi, contenere norme che permetteranno ai sindaci di riavviare politiche di investimento. “Saranno rimossi – ha spiegato il presidente Anci – una serie di vincoli per l’accensione dei mutui che i comuni potranno attivare per quote pari a quelle già estinte nell’esercizio precedente. Questo – ha notato Fassino -, unito all’allentamento del Patto per un miliardo contenuto nella legge di stabilità, ci permetterà spazi più ampi per investire”.
Sul versante del personale, il sindaco di Torino ha riferito di aver raggiunto un accordo con l’esecutivo sia sull’annosa questione degli aumenti salariali dei dipendenti “che non dovranno più essere restituiti ma verranno assorbiti nei futuri aumenti periodici”; inoltre si amplieranno gli spazi per i comuni riguardo all’assunzione a tempo determinato di figure dirigenziali.
Al presidente dell’Anci è stato poi chiesto a che punto si trova la trattativa sulle spese per gli uffici giudiziari, somme anticipate ma non restituite dal 2011. Su questo Fassino ha ricordato che ai Comuni “il rimborso spetta per legge e da tempo abbiamo chiesto un confronto dirimente. Sollecitiamo una soluzione – ha rimarcato però Fassino – anche alla luce dell’azione del Comune di Lecce che ha avviato il ricorso per via amministrativa. Il TAR ha riconosciuto le ragioni dell’amministrazione pugliese, per cui lo Stato dovrà restituire le somme dovute entro trenta giorni. Si apra, quindi, un tavolo con Anci e ministeri dell’Economia e della Giustizia, altrimenti le altre 130 città sede di tribunali seguiranno la strada percorsa dal Comune di Lecce.

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