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Esodati, rinviato l’allargamento

Le madri con figli disabili potranno conteggiare anche gli anni di contributi figurativi nel caso si tratti di lavoratrici precoci che vogliono andare in pensione con 42 anni di anzianita’ senza penalizzazioni. Uguale norma anche per i lavoratori che usufruiscono della paternita’ obbligatoria. E’ l’apertura del ministro dell’Welfare, Elsa Fornero, intervenuta ieri sera davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato per sciogliere il nodo delle pensioni inerente il decreto mille proroghe (216/2012). Nel testo uscito dalla Camera la norma dei 42 anni senza penalizzazioni per i lavoratori precoci prevedeva solamente gli anni di contributi effettivi, quelli di congedo per maternita’, malattia, servizio di leva e di cassa integrazione. Sara’ invece contenuto in un altro provvedimento e avverra’ con altri strumenti l’ampliamento della platea dei lavoratori esodati che potranno beneficiare delle vecchie norme sulle pensioni, come ha fatto sapere lo stesso ministro Fornero, durante il suo intervento. L’intervento del ministro si sarebbe reso necessario proprio per la mancanza di una soluzione sull’ulteriore correzione, rispetto al testo della Camera, per l’allargamento della platea dei lavoratori che dovrebbero continuare ad andare in pensione con il vecchio sistema in quanto incentivati all’esodo dalle aziende in crisi anche in virtu’ dell’eta’ prossima alla pensione. L’attuale testo, così come è stato approvato dalla Camera, prevede che per i lavoratori che abbiano sottoscritto accordi per l’esodo con le proprie aziende non si applichi la riforma delle pensioni del governo Monti purché il rapporto di lavoro «si sia risolto in data antecedente al 31 dicembre 2011». Ciò significa che chi ha preso accordi prima di quella data ma aveva previsto un uscita a partire dal 31 dicembre è fuori da questa possibilità. Numerosi emendamenti chiedevano di estendere il beneficio anche a questi lavoratori. L’unica modifica su questo tema su cui il ministro avrebbe aperto è quella di includere quelli che hanno risolto il rapporto di lavoro il 31 dicembre sostituendo «in data antecedente» con «entro il 31 dicembre».
Le commissioni competenti dovrebbero chiudere i lavori al massimo oggi prima che il provvedimento inizi nel pomeriggio ad essere esaminato dall’aula di Palazzo Madama. Ieri una lunga riunione alla quale hanno partecipato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, i relatori del decreto, Lucio Malan e Vidmer Mercatali, i presidenti di commissione, Antonio Azzollini e Carlo Vizzini, e i senatori del Pdl Cinzia Bonfrisco e Gilberto Pichetto Fratin. Sembrerebbero risolte le questioni sulla proroga i benefici fiscali a favore degli esuli italiani dalla Libia che viene ridotta a un anno con la copertura di 50 milioni, mentre il testo approvato dalla Camera parlava di tre anni e 150 milioni. Stop invece all’emendamento della Lega sulla proprieta’ intellettuale dei diritti sul design. E sara’ un provvedimento inserito nella delega fiscale, secondo quanto riferito dal sottosegretario Polillo, a risolvere il nodo degli aiuti al settore dell’ippica.

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