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Enti locali, manovra bocciata >> IL TESTO

Regioni ed enti locali bocciano la manovra finanziaria (decreto-legge n. 98/2011 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale dopo il via libera del Capo dello stato) e chiedono un “incontro urgente” al premier Silvio Berlusconi per chiederne una “radicale modifica”. “Riteniamo che la manovra non assicuri possibilità al governo territoriale e così com’è comporta la non governabilità del territorio”, ha affermato il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, nel corso di una conferenza stampa congiunta con Anci e Upi. “Il percorso del federalismo fiscale fin qui non ha nessuna credibilità. Siamo pronti a sederci intorno al tavolo ma nella chiarezza”. E i comuni sono pronti anche a prove di forza. “In assenza di risposte esaustive”, si legge in un documento diffuso dall’ufficio di presidenza dell’Anci, gli enti “adotteranno tutti gli strumenti necessari per evitare l’impatto della manovra stessa anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale”. Possibilità di cambiare i contenuti sembrano molto remote. “Noi prevediamo che la manovra sarà legge definitiva ai primi di agosto”, ha detto ieri il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti. E poiché l’esame inizierà martedì prossimo in commissione Bilancio al Senato, l’affermazione del ministro vuol dire che margini di manovra ai fini di un’eventuale modifica del testo (salvo posizione della fiducia) sono di fatto molto risicati. “Riteniamo questa manovra fortemente iniqua” e con essa “il federalismo fiscale è finito”, ha affermato il presidente facente funzione, Osvaldo Napoli, al termine dell’ufficio di presidenza dell’Anci. Ancor più duro è il giudizio del vicepresidente, il sindaco di Reggio-Emilia Graziano Del Rio: “Questa manovra mette la pietra tombale sul federalismo e sulla nostra collaborazione al processo di riforma. Non siamo più disposti a parlare di fabbisogni standard o di federalismo demaniale nel momento in cui si configura un nuovo centralismo che mette le manette ai comuni”. Altrettanto chiara è la metafora sulla manovra utilizzata da Del Rio: “È come se fossimo in un condominio in cui, ai piani alti, crescono le spese per i ministeri o la previdenza e si cercano le perdite staccando i tubi al piano di sotto, dove ci sono i comuni che continuano a subire tagli: da qui al 2014 noi dovremmo rinunciare a circa un terzo delle risorse attualmente disponibili”. Il presidente Napoli ha infine sottolineato che “l’Anci in questi anni ha sempre chiesto di rivedere il patto di stabilità e ora i comuni lanciano un appello al Parlamento per aprire un confronto sulla manovra”. Nella nota diffusa al termine dell’ufficio di presidenza, “i comuni giudicano le norme sui ‘virtuosi’ totalmente sbagliate perché pongono a carico del comparto gli eventuali benefici che deriveranno per alcuni di essi”. Ribadiscono che non si presenteranno all’incontro politico convocato dal Governo e “lanciano un appello accorato al Parlamento per modificare i contenuti della manovra e avviare un confronto con tutte le forze politiche e con le istituzioni e realtà socio-economiche e produttive”. Da subito, inoltre, “i comuni sospendono la partecipazione alle attività relative all’attuazione del federalismo fiscale” e dichiarano “l’immediato blocco delle attività inerenti il calcolo dei costi e dei fabbisogni standard e il ritiro del decreto legislativo in materia di premi e sanzioni”. In difesa il ministro della semplificazione Roberto Calderoli. “Penso che il federalismo abbia avuto la sfortuna di incocciare nella crisi economica e nelle manovre economiche. Una delle cose innovative è che i costi e i fabbisogni standard sono stati estesi anche allo Stato. Questo è l’unico strumento per contenere la spesa pubblica. Cessano per la prima volta”, ha detto in conferenza stampa, “i tagli lineari e a partire dal 2013 non si applicheranno per gli enti virtuosi i tagli previsti in questa manovra. La condizione dei comuni virtuosi non solo non sarà aggravata, ma vedrà il ritorno di alcuni trasferimenti rispetto alla singola posizione”, ha aggiunto. “Quindi avremo che non solo il trattamento non è uguale per tutti, ma avremo una cartina tra comuni e regioni virtuose”, ha concluso.

BILANCI E DELIBERE
Intanto come preannunciato il Ministero dell’interno – con decreto 30 giugno 2011 – ha differito al 31 agosto 2011 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l’anno 2011 da parte degli enti locali, fissato per legge al 31 dicembre di ogni anno e, per quest’anno già differito a fine marzo e a fine giugno. Lo segnala la Confedilizia, precisando in un comunicato che alla stessa data slitta il termine per deliberare le aliquote e le tariffe dei tributi locali (come l’Ici e la tassa o tariffa sui rifiuti) nonché per approvare i regolamenti relativi alle entrate degli enti locali. Questi ultimi – sempre per effetto della stessa norma – anche se approvati successivamente all’inizio dell’esercizio, purché entro il 31 agosto, hanno effetto dall’1 gennaio 2011. Entro il nuovo termine del 31 agosto, inoltre, prosegue la nota, potranno deliberare in materia di addizionale Irpef tutti quei comuni (circa 3.500) che si trovano nelle condizioni indicate dal decreto sul federalismo municipale.

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