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Energie rinnovabili, via alla riforma

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri in via preliminare uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Il testo passa ora ai pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari competenti.
Il provvedimento mira al potenziamento e alla razionalizzazione del sistema per incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo di energia rinnovabile e ha fra gli obiettivi principali quello di diminuire gli oneri ‘indiretti’ legati al processo di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (dall’autorizzazione alla connessione, all’esercizio), così da potere intervenire riducendo i costi specifici di incentivazione, sottolinea il Governo.
Si raggiunge in questo modo, spiega una nota di Palazzo Chigi, “il duplice obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili per rispettare i target europei e di ridurre gli oneri specifici di incentivazione a carico dei consumatori finali di energia”.
Questi gli strumenti di incentivazione previsti dallo schema: incentivo per il biometano immesso nella rete; fondo a favore dello sviluppo dell’infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento; incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili; contributi per la produzione di energia termica da piccoli impianti; potenziamento del sistema di incentivi per l’efficienza energetica, attraverso i certificati bianchi; fondi in favore dello sviluppo tecnologico ed industriale.
Lo schema di decreto, che recepisce e attua gli obiettivi vincolanti fissati dall’Europa, traduce in misure concrete le strategie delineate nel Piano di azione nazionale (PAN) inviato a luglio alla Commissione europea, per il conseguimento della quota del 17% di fonti energetiche rinnovabili su consumi energetici nazionali. Per il raggiungimento di questo obiettivo, il decreto – spiega il ministero dello Sviluppo economico – provvede alla razionalizzazione ed all’adeguamento del sistema di incentivi per produrre e utilizzare l’energia rinnovabile, per la produzione di energia elettrica e termica; all’individuazione di misure volte all’incremento dell’efficienza energetica nei vari settori di utilizzo dell’energia; alla necessaria semplificazione delle procedure autorizzative; allo sviluppo delle infrastrutture di rete necessarie per il pieno sfruttamento delle fonti rinnovabili. Il provvedimento definisce anche modalità relative alla diffusione delle informazioni, al monitoraggio dell’avanzamento rispetto agli obiettivi. Tra gli aspetti più rilevanti del decreto c’è la riforma della disciplina dei regimi di sostegno, vale a dire dei sistemi incentivanti. Tale riforma prevede misure volte alla semplificazione nonché alla stabilità nel tempo del sistema. Ottenendo così la riduzione degli oneri in capo ai consumatori e l’armonizzazione con altri strumenti di analoga finalità. Lo schema di decreto riforma il sistema di incentivazione, in vigore dal 1 gennaio 2013, dopo un periodo di transizione, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il sistema prevede per gli impianti di piccola taglia (fino a 5 MW) un meccanismo a tariffa fissa e per quelli di taglia maggiore un meccanismo di aste competitive. Tale ripartizione sulla base delle taglie degli impianti risponde alla duplice esigenza di dare maggiori certezze ai piccoli investitori e di stimolare, nel contempo, comportamenti più efficienti tra i più grandi.
Lo schema di decreto infine apporta chiarezza in merito ai certificati di origine dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, che non potranno più essere utilizzati ai fini del raggiungimento degli obiettivi nazionali di sviluppo delle fonti rinnovabili.
“Con il provvedimento approvato” ha dichiarato il Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani “fissiamo definitivamente il nostro programma nazionale per un impiego efficiente e sostenibile delle fonti rinnovabili. Semplifichiamo le procedure autorizzative – prosegue il ministro – e incentiviamo la realizzazione di nuove infrastrutture di rete per garantire un’efficienza sempre maggiore del sistema. Nel pieno rispetto degli obblighi comunitari e degli impegni di governo, il nostro obiettivo è accompagnare lo sviluppo delle tecnologie a favore di un mix produttivo più ecosostenibile, a costi sicuramente più competitivi”.
“Sono particolarmente soddisfatto per l’approvazione in sede di Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sulle fonti rinnovabili proposto dal Ministero dello sviluppo economico. Ho fortemente voluto e ottenuto che nel provvedimento venisse inserita la norma che non consente di costruire su terreni agricoli impianti fotovoltaici a terra superiori a un MW”, commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan. “In questo modo intendiamo proteggere il terreno agricolo dalle speculazioni industriali, stabilendo che esso deve essere utilizzato in primo luogo per l’agricoltura. Ho anche ottenuto che la grandezza degli impianti sia direttamente proporzionale alla superficie agricola posseduta, in modo che non si possa utilizzare più del 10% del terreno a disposizione per sviluppare impianti fotovoltaici a terra, che devono essere considerati, a mio avviso, come una delle possibili scelte degli agricoltori, quindi – osserva Galan – come un nuovo prodotto dell’agricoltura.Ringrazio le associazioni di categoria che mi hanno sottoposto delle utili osservazioni recepite nel decreto e auspico che in sede parlamentare si rafforzi quel binomio agricoltura/fonti rinnovabili, uno degli obiettivi principali della mia attività di governo”. Tale provvedimento riveste “grande importanza anche per il settore agricolo che negli ultimi anni ha effettuato grossi investimenti per la creazione di oltre 200 nuovi impianti già in esercizio e di altri 400 in corso di accreditamento. Questi numeri – aggiunge il Ministro – dimostrano che il settore agricolo ha giocato un ruolo importante nell’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e potrà ulteriormente contribuire al conseguimento degli obiettivi previsti dalla direttiva”.

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