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Energia elettrica dai dossi stradali

PARMA – Alla faccia dei detrattori del traffico cittadino e del trasporto su gomma, è pronta a debuttare una nuova tecnologia per la produzione di energia elettrica “pulita” sfruttando il passaggio di mezzi (e più pesanti sono, meglio è) su strada. Una sorta di dosso artificiale che “schiacciato” dai veicoli crea energia mettendo in azione una pompa a pistoni – sotto il manto stradale – con un sistema a pressione idraulica e un convertitore, collegato poi alla rete elettrica. Made in Israel come l’asfalto piezoeletrico e le applicazioni più avanzate per il fotovoltaico, il nuovo dispositivo ha un indiscusso vantaggio: costa relativamente poco, visto che a fronte di un investimento di 300mila dollari, con un traffico giornaliero di 20mila veicoli, si ha una produzione di oltre 450 KWh al giorno e un break even di quattro anni, la metà dei tempi medi di ritorno di investimenti nel solare. Il brevetto è della G-Motion Ltd, società israeliana del Kibbutz Yakum, a una trentina di chilometri da Tel Aviv, che finora ha realizzato un solo prototipo in patria, ma il comune di Parma si è candidato a sperimentare “su pista” la piattaforma, primo in Europa (se i tempi non slittano potrebbe battere sul tempo anche il governo israeliano che ha dato l’ok per l’installazione del dispositivo nel principale porto container del paese). A Parma manca solo il via libera della Giunta, atteso per la prossima settimana, affinché il primo dosso artificiale alto 6 centimetri, largo un metro e mezzo e profondo altrettanto venga realizzato all’interno del campus universitario. «L’idea è semplice – spiega Daniel Biran, ceo di G-Motion – ovvero sfruttare la pressione esercitata dai mezzi in transito e trasformare questa energia cinetica in elettricità. I luoghi ideali sono quelli di grande passaggio di veicoli pesanti a basse velocità, come ingressi a parcheggi, dogane, porti, centri logistici». E anche se Parma non è certo una metropoli trafficata, ha però confermato grande sensibilità al tema dello sviluppo sostenibile, ritagliando 75mila euro per far partire il progetto pilota, affidato all’Agenzia Parma Energia. «Abbiamo verificato l’applicabilità economica ? sottilinea Emanuele Moruzzi, direttore settore Mobilità e ambiente del comune ? e contiamo di mettere in funzione la prima stazione entro fine anno». Una sperimentazione su cui sono puntati gli occhi di molti interlocutori di G-Motion, da amministrazioni locali come Genova e La Spezia, a porti, imprese private e società autostradali, non solo in Italia ma anche in Germania, Gran Bretagna e Usa. «Per capirci – chiosa Biran – il nostro sistema installato al casello di ingresso della Milano-Venezia potrebbe illuminare 5-600 case private».

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