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Ecco il Piano per il Sud

Approdano oggi in Consiglio dei Ministri due decreti per l’attuazione del Piano nazionale per il Sud. Lo ha annunciato il Ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, nel corso dell’incontro tra Governo e parti sociali. E lo ha specificato l’ordine del giorno dell’esecutivo diffuso nel pomeriggio. Il Ministro ha anche dato il via libera alla cabina di regia per il Sud proposta dalle parti sociali sottolineando che l’obiettivo è la “riprogrammazione e la concentrazione di risorse con principi di trasparenza e responsabilità della classe dirigente meridionale”. Sempre oggi il Cipe delibererà l’assegnazione e la tempistica delle risorse per il Sud. L’obiettivo è di sbloccare i fondi Fas. Ma vediamo in sintesi le principali previsioni del piano.
In arrivo nuove scuole per il Sud. “La realizzazione delle nuove strutture – si precisa – avviene solo per regioni ed enti locali, al fine di favorire la sostituzione delle sedi scolastiche inadeguate condotte in locazione passiva verso soggetti privati, individuano i fabbisogni e le aree o gli edifici che trasformati consentano di realizzare il piano. Il supporto necessario alla realizzazione degli interventi – prosegue – sarà assicurato da una o più in house alla pubblica amministrazione centrale”.
Il quadro dell’intervento si svolgerà “nel rispetto delle direttive comunitarie in tema di appalti” e verrà applicata la “procedura che prevede una sostanziale riduzione dei termini delle procedure in ragione dell’urgenza e della specialità collegata alla realizzazione del piano degli interventi in oggetto”.
C’è poi il rafforzamento degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici e l’attuazione di un progetto straordinario di lotta al lavoro sommerso. Nella bozza si legge, infatti, che sono previsti: “la prosecuzione dei programmi di interventi infrastrutturali per la sicurezza” il “rafforzamento degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici” l’attuazione “di un piano straordinario di lotta al lavoro sommerso”, la promozione di un’azione di “azione di potenziamento della filiera della legalità”, ma anche “l’aumento della qualità dell’offerta del servizio giustizia attraverso l’attivazione di meccanismi incentivanti il miglioramento della performance” e la creazione “di una infrastruttura tecnologica per l’effettiva ed efficiente attuazione del processo civile telematico”.
Risorse per realizzare nuovi interventi “potranno essere assicurate dagli investimenti coordinati degli enti di previdenza e assistenza sociale che individueranno nell’ambito dei propri programmi di investimenti le risorse necessarie allo scopo. Le nuove strutture scolastiche sono date in uso dalla società agli enti locali mediante la sottoscrizione di contratti a canone di mercato, necessario alla remunerazione degli investimenti” che verranno fatti.
La banca per il Mezzogiorno sarà “un elemento chiave” della strategia di rilancio e punterà a facilitare l’accesso al credito delle imprese del Sud. La banca del Mezzogiorno “opererà come istituzione finanziaria di secondo livello, attraverso una rete di banche sul territorio che diventeranno socie nonché utilizzando la rete degli sportelli di Poste Italiane. A tal fine l’azione del governo mira a coinvolgere nell’azionariato un’ampia rete di banche con un forte radicamento territoriale, quali le banche di credito cooperativo e le banche popolari”. Tre le missioni principali: sviluppare il credito a medio e lungo termine per favorire la nascita e l’espansione di piccole e medie imprese; essere banca di garanzia per facilitare l’accesso al credito tramite gli sportelli della rete aderente alla banca nonché svolgere il ruolo di facilitatore per l’aggregazione di consorzi di garanzia fidi; essere un primario operatore nell’ambito della gestione di strumenti di agevolazione a carattere sia nazionale che sovranazionale anche fornendo consulenza e assistenza a piccole e medie imprese per l’utilizzo degli strumenti stessi.
Infine qualche numero. I fondi destinati alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione nell’ambito della politica di coesione 2007-2013 per le sole regioni dell’obiettivo Convergenza “ammontano complessivamente a 12,5 miliardi di euro per una quota pari al 28,8% del totale”. Risorse che devono essere finalizzate ad interventi “capaci di generare discontinuità nella specializzazione produttiva dell’area e nella modalità con la quale le attività di ricerca ed innovazione vengono realizzate al Sud”.
“Il Piano per il Sud sarà una grande occasione di sviluppo per il Sud perché consentirà di utilizzare nell’immediato risorse che fino ad oggi sono rimaste bloccate”, ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, al termine di un incontro con il Ministro Fitto. “Abbiamo avuto assicurazioni dal Ministro – riferisce Castiglione – che si darà piena attuazione alla perequazione infrastrutturale prevista dalla Legge 42, attraverso un apposito decreto. Inoltre per l’utilizzo delle risorse previste dal Piano del Sud si introdurranno procedure semplificate, grazie ad intese tra le regioni e il Governo, in modo che possano essere immediatamente spendibili. Oggi, infatti, molti dei fondi a disposizione restano bloccati a causa dei tanti procedimenti burocratici, che rallentano l’iter d’attuazione. I fondi – ha sottolineato poi il Presidente – saranno destinati a finanziare interventi indispensabili per le province, dalla manutenzione degli edifici scolastici al contrasto del dissesto idrogeologico, dalla manutenzione stradale alla tutela dell’ambiente. È indispensabile però – conclude Castiglione – che le risorse messe a disposizione dal Governo siano utilizzate in maniera complementare con i fondi strutturali dell’Unione europea, perché grazie a questi strumenti si possa assicurare un vero rilancio per tutto il Mezzogiorno. Ci aspettiamo adesso che si proceda immediatamente con l’assegnazione delle risorse e la cantierabilità delle opere”.

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