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E-gov, l’Europa applaude l’Italia

In Europa c’è sempre più e-gov. In Italia, soprattutto, c’è sempre più e-gov. Le pressioni della Commissione Europea hanno pertanto funzionato a dovere ed ora gran parte dei cittadini dell’UE ha la possibilità di accedere online a servizi di grande utilità. Qualità dei servizi, accessibilità e reale fruizione degli stessi sono un altro discorso che implica disgressioni ulteriori, ma le notizie positive ci sono e vanno colte. Con tanto di plauso del responsabile dell’Agenda Digitale Neelie Kroes: «Sono lieta che un numero sempre maggiore di cittadini europei possa ora utilizzare servizi pubblici online per questioni importanti come la ricerca di un lavoro, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di nuove imprese. Gli Stati membri che rendono integralmente disponibili in linea i servizi pubblici fondamentali non soltanto semplificano l’esistenza dei cittadini e delle imprese ma riducono anche i propri costi».
Una volta tanto, ed il ministro Brunetta avrà probabilmente di che felicitarsene, l’Italia è nel gruppo dei paesi virtuosi per il livello complessivo di servizio raggiunto e per la forte crescita registrata negli ultimi mesi: «La disponibilità online di 20 servizi pubblici fondamentali, come il registro automobilistico, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di una nuova impresa, ha raggiunto l’82% nell’intera Europa ed è quindi notevolmente aumentata rispetto al 69% del 2009. I migliori risultati sono stati conseguiti in Austria, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo e Svezia, in cui tutti questi servizi fondamentali sono integralmente disponibili online. Nell’ultimo anno sono stati constatati notevoli progressi nella messa a disposizione di servizi elettronici in Bulgaria, Italia e Lettonia. Dalla relazione risulta che i servizi a disposizione delle imprese sono più avanzati di quelli forniti ai cittadini».

Secondo la relazione di analisi comparativa sull’amministrazione online pubblicata dalla Commissione risulta ancora carente il servizio nei piccoli comuni (ove in molti casi il rapporto personale con gli addetti alla PA sopperisce ancora alla necessità di un servizio online di qualità), mentre in crescita è l’uso degli appalti elettronici: ad oggi il 70% delle autorità pubbliche avrebbe iniziato ad operare in tal senso, ma una ulteriore estensione dello strumento potrebbe portare a risparmi valutati nell’ordine del 30%.

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