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E-democracy: crescono le iniziative degli enti locali

Da qualche tempo, diverse amministrazioni locali stanno sperimentando iniziative di e-democracy. Con questo termine si intende la partecipazione dei cittadini alle attività delle PA, in particolare ai relativi processi decisionali, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione. L’impiego innovativo delle ICT consente, infatti, l’apertura di nuovi spazi di dialogo tra cittadini e istituzioni, in grado di integrare e potenziare le forme tradizionali di partecipazione. Dunque, contribuiscono al rafforzamento della democrazia. In linea generale, l’introduzione dell’e-democracy persegue le seguenti finalità:

a) Migliorare la qualità delle politiche pubbliche.
Il potenziamento delle relazioni bi-direzionali tra amministrazione e cittadini invoglia questi ultimi a dedicare tempo e sforzi alle questioni d’interesse pubblico. Dall’altra parte il loro contributo è considerato una risorsa da valorizzare e utilizzare in modo proficuo. L’informazione, la consultazione e la partecipazione attiva forniscono all’amministrazione una migliore base per formulare le politiche pubbliche, e gli consentono di trasformarsi in un’organizzazione che apprende e non impone soltanto. Ciò garantisce una più efficace attuazione delle decisioni adottate, poichè i cittadini sono maggiormente propensi a rispettare le scelte amministrative che hanno contribuito ad elaborare. In effetti, le nuove tecnologie costituiscono un valido strumento per fornire ai cittadini tutte le informazioni utili ad esercitare una partecipazione consapevole (livello informativo), sia per attivare meccanismi di dialogo (livello della consultazione) e sia per giungere a decisioni condivise (livello della partecipazione attiva).

b) Aumentare la fiducia nell’amministrazione.
Il coinvolgimento nelle attività pubbliche avvicina i cittadini alle istituzioni, rendendole più “amiche” e colmando il divario che spesso si ingenera fra governanti e governati. L’opportunità di acquisire familiarità con le iniziative dell’amministrazione, di esprimere opinioni e pareri sapendo che verranno presi in considerazione nell’elaborazione delle decisioni, è la carta vincente dell’e-democracy. In tal modo, è possibile favorire un recupero di “sovranità” da parte della cittadinanza che acquista, di conseguenza, maggiore fiducia nei poteri pubblici, mentre le istituzioni acquistano, da parte loro, credibilità e legittimità.

c) Contribuire al rafforzamento della democrazia.
Il risultato complessivo derivante da un’ampia diffusione delle ICT all’interno dei processi partecipativi della cittadinanza è indubbiamente il rafforzamento della democrazia in senso sostanziale. Ciò perché la partecipazione attiva costringe le PA ad accrescere i propri livelli di trasparenza e di efficienza operativa. Decisori e amministratori sono, pertanto, indotti a “rendere conto” delle proprie scelte. D’altra parte, anche i cittadini sono portati a responsabilizzarsi, regolando e correggendo i propri comportamenti. Si crea, quindi, un circuito virtuoso fra governanti e governanti che fa bene al sistema-paese ed alla convivenza civile.

E-democracy: l’esperienza del Comune di Vicenza
Da diversi anni, il Comune di Vicenza ha imboccato la strada dell’e-democracy, attuando con successo principi e finalità della democrazia elettronica e traducendoli in azioni concrete. Il mensile Citylights-Informacittà, ad esempio, si rivolge direttamente ai giovani nel tentativo di sollecitarne ed incoraggiarne la partecipazione attiva. Ecco perché questo magazine è diventato recentemente anche un giornale interattivo, consentendo al lettore di trasformarsi in autore, di proporre commenti e articoli. Obiettivo, aprirsi ancor di più al confronto di idee ed alle espressioni della creatività dei giovani vicentini.
Non a caso, attraverso citylights (questo il nome anche del sito web) è possibile segnalare le attività organizzate sul territorio, consultare i calendari eventi, i corsi disponibili, commentare i blog aggiornati ogni mese, partecipare a sondaggi e ricevere la newsletter dedicata al servizio. Citylights rappresenta in concreto un ulteriore passo in avanti verso la costruzione di un circuito cittadino della partecipazione attiva, all’interno del quale la democrazia elettronica sta giocando un ruolo chiave. Il magazine non è però un caso isolato. Sono già state implementate altre le attività: focus group; organizzazione di corsi di formazione sulle nuove tecnologie informatiche; svolgimento di sondaggi di opinione sugli interessi delle nuove generazioni, sulle loro esigenze e, naturalmente, sulle modalità che gli stessi giovani suggeriscono per incrementare la cittadinanza attiva. Non si tratta, tuttavia, di iniziative caotiche e pulviscolari. A monte c’è un progetto preciso di e-democracy: “Giopolis”, promosso dall’Assessorato per i Giovani e l’Istruzione del Comune di Vicenza e finanziato dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.

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