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E a Roma si pagheranno anche i matrimoni

Tasse, gabelle e tantissime spese extra, prima impensabili, stanno per posarsi sulle fragili spalle dei romani. Oltre ai grandi rincari già annunciati, della Ta.ri, dell’Irpef, della retta dei nidi, fino all’Ici, all’introduzione della tassa di soggiorno e, fra qualche giorno, anche l’aumento del biglietto del-l’Atac ieri la giunta capitolina ha approvato la delibera che contiene la “determinazione di tariffe e tassi di copertura del costo di gestione dei servizi pubblici a domanda individuale per l’anno 2010″. «I cittadini devono sapere di qualche altro aumentino che l’am-ministrazione sta facendo calare sulla città». Annunciano i consiglieri comunali del Pd, Massimiliano Valeriani e Paolo Masini. «Questa è la Roma di Alemanno», rincarano. Cominciamo dalla cultura che si stenta a definire “domanda individuale di servizi”. C’è l’aumento dei biglietti per tutti i Musei Capitolini: circa il 15,38%, da 6,50 a 7,50 euro, tranne il museo napoleonico che aumenta del 50% passando da 3 euro a 4,50 euro. Per usufruire dei bagni pubblici, come già annunciato, il ticket passa da 0,50 a 1 euro. Le visite guidate ai gruppi passeranno da 90 euro a 100 euro (+11%). Ma sono i certificati quelli che toccano costi molto più elevati. Per avere un certificato urbanistico si passa da 60 euro a 100 euro (+66%); per una visura ci sono spese di segreteria che passano da 12 a 50 euro (+316%); una Dia (certificato inizio lavori edilizi) passa da 121 a 250 euro (+106%). Per avere un certificato che autorizza la gestione del verde privato (ad esempio abbattere un albero nel proprio giardino) si passa da 50 a 150 euro. Ma la vera mossa a tradimento fatta ai romani è la tassa sul matrimonio: per sposarsi in Campidoglio, dopo aver tolto nei mesi passati il gentile omaggio dei fiori che l’amministrazione porgeva come augurio alla sposa, si dovrà pagare una tassa di 100 euro. Prima i romani non pagavano. Più comprensibili gli altri rincari. Riprese cinematografiche, fotografiche e televisive per pubblicità, film o finalità divulgative, da oggi a Roma avranno un costo maggiore. Per le riprese fotografiche a scopo di lucro è previsto un costo di 52 euro, nel 2009 era di 10,33 euro. Chi volesse riprendere l’interno dei Musei Capitolini può farlo pagando 1000 euro che diventano 2500 se le riprese serviranno per uno spettacolo. Più caro il costo delle immagini utilizzate per le pubblicità per le quali si dovrà pagare 3500 euro, mentre per chi volesse utilizzare quei luoghi per eventi straordinari dovrà sborsare 15 mila euro. La sala macchine della centrale Montemartini “vale” 10 mila euro mentre ne basteranno 2500 per realizzare una pubblicità al parco archeologico delle Terme di Traiano, stesso costo per l’Area Archeologica del Circo Massimo e per l’Area Sacra di Largo Argentina. Per piazza Navona bisognerà pagare 3 mila euro così come per piazza di Spagna, per il Colosseo, per Fontana di Trevi per piazza del Popolo e piazza del Campidoglio. Un filmato o un documentario a Villa Torlonia costerà 500 euro, come per il Giardino degli Aranci, per villa Celimontana e per la maggior parte delle ville storiche romane.

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