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Dubbi sulla legge di stabilità, il Governo è pronto alle modifiche

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Sulla legge di stabilità appena approvata in C.d.M. non mancano i dubbi e il Governo è disponibile a modificarla, anche per quanto riguarda la nuova stretta sui dipendenti pubblici che ha scatenato le polemiche dei sindacati. Ad assicurarlo è il Ministro della pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia. “A saldi invariati il Governo è disponibile a farlo, non c’è alcun dubbio – afferma il Ministro – offriamo al Parlamento un rapporto di collaborazione. La manovra può e deve essere migliorata, anche per quanto riguarda il settore del lavoro pubblico”.

“Se volessimo portare tutte le persone che sono a livello di povertà alla metà del livello in cui sono oggi servirebbe 1 miliardo e mezzo, queste risorse non sono state trovate nella legge di stabilità, ma io continuerò a spingere il Parlamento a riflettere su questo”. Lo ha detto il Ministro del lavoro Enrico Giovannini ospite della trasmissione Omnibus su La7. “Ci sono soggetti – conclude – che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali e sono ai limiti della nostra società: questo non possiamo più accettarlo. L’Italia come la Grecia è l’unico paese che non ha un meccanismo di questo tipo e credo sia venuta l’ora di realizzarlo”. ”Se si vuole tagliare la spesa e restituire potere d’acquisto alle imprese e alle famiglie qualcuno si arrabbia, perché la bacchetta magica non esiste e come dicono gli inglesi non ci sono pasti gratis”, ha proseguito il Ministro del lavoro. ”La crescita non la fa una legge di stabilità – aggiunge – oltretutto ricordo che questo è un disegno di legge, che questa è la proposta del Governo che verrà discussa in Parlamento, quindi il percorso è ancora lungo e nulla è scritto sulla pietra”. E a chi critica il Governo di aver formulato una manovra poco coraggiosa, replica: ”Dovremmo invece essere apprezzati per non vendere fumo. Abbiamo tagliato la spesa pubblica in modo realistico – sottolinea – senza mettere numeri che poi non si possono realizzare e senza tagli lineari, che si è visto non hanno funzionato”.
“I costi standard alla fine dell’anno dovrebbero essere finalmente completati e si potrà così finalmente aggredire la spesa pubblica in maniera più seria, piuttosto che con i tagli lineari”, ha detto Giovannini. “Inizialmente c’era l’idea di tagliare di 3 miliardi la spesa sanitaria: se questo fosse stato fatto, avremmo potuto fare una riduzione del cuneo”, aggiunge il Ministro, osservando tuttavia che una riduzione c’è stata.

”Complessivamente – sottolinea il Ministro dello sviluppo, Flavio Zanonato – è una legge che coglie tutti gli aspetti ma non ha i numeri che piacerebbero anche a me. Per esempio – ha aggiunto il Ministro – avrei voluto un taglio molto maggiore del cuneo fiscale, ma comunque un taglio c’è. Non ci sono aumenti di tasse e ci sono interventi importanti”. ”In Parlamento – ha spiegato – cercheremo di potenziare alcuni aspetti della legge”.
“È una misura che viene apprezzata per la parte qualitativa, si vorrebbe più importante per quella quantitativa. Cercherò di impegnarmi in questa direzione. Ci sono elementi che consentiranno di aumentare il Pil di un punto il prossimo anno. Questa è la sferzata che siamo stati in grado di dare”, ha sottolineato Zanonato.

“Chiediamo alla politica di essere più coraggiosa e di scommettere insieme a noi sulla ripresa di questo Paese”: c’e’ “poco coraggio”, dice il leader dei giovani di Confindustria, Jacopo Morelli, in una legge di stabilità “all’insegna del vorrei ma non posso”, con “pochi spiccioli”, senza “tagliare gli sprechi”, senza puntare più risorse sul lavoro e nel taglio del fisco. Mentre il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, guarda ora all’iter parlamentare di un testo che, così come è stato varato dal governo, ha deluso le parti sociali: “Ci auguriamo che questo sia sufficiente a far cambiare un po’ la faccia di questa manovra, che da quel che abbiamo visto finora non farà ripartire il Paese”.

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