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Discariche in tilt, netturbini in sciopero l’immondizia invade mezza Sicilia

Continua in tutta la Sicilia l’emergenza rifiuti. Da venerdì scorso la discarica di Partinico è chiusa e i comuni costieri palermitani sono sommersi dalla spazzatura. Ieri i sindaci dei 12 comuni dell’Ato Palermo 1 si sono riuniti alla Provincia, dove è stata decisa la riapertura della discarica. Ma resta una soluzione provvisoria perché nel giro di pochi mesi si arriverà alla saturazione. «Abbiamo posto la questione al sub commissario regionale per l’emergenza rifiuti Michelon. Secondo le nostre stime, entro dicembre la capacità della discarica di Partinico sarà esaurità», spiega il presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti. Nelle prossime settimane, quindi, è prevista la pianificazione di nuove discariche nel palermitano. «Il potenziamento della discarica di Partinico non è compatibile con le esigenze attuali, perciò bisognerà trovare nuove soluzioni», anticipa Avanti. Ieri, intanto, il sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo ha firmato l’ordinanza per la riapertura della discarica Baronia. Da oggi, i 12 comuni della fascia costiera che va da Isola delle Femmine a Balestrate potranno essere ripuliti dai cumuli di spazzatura che li invadono da giorni. «Dopo cinque giorni senza raccolta dei rifiuti è una boccata d’ossi-geno. Ma sarà una riapertura momentanea: entro un mese la discarica andrà a saturazione», prevede Giuseppe Agrusa, sindaco di Carini. «Servono nuove discariche ma anche l’avvio della raccolta differenziata. Chiediamo al presidente della Regione un intervento sull’emergenza rifiuti che ci permetta di pagare l’Ato e ci garantisca i mezzi necessari per la raccolta», spiega Agrusa. «Ci ritroviamo di fronte all’ennesima emergenza perché non si riesce a pianificare», attacca Girolamo Consiglio, sindaco di Terrasini. «Sono stato costretto ad aumentare la Tarsu ai miei cittadini per pagare le fatture dell’Ato, ma non ho ricevuto un servizio adeguato. Paghiamo due milioni di euro all’anno e l’Ato mi dice che mancano le piattaforme dove portare la differenziata. Mi auguro che intervengano al più presto il prefetto e il nuovo assessore regionale». L’emer-genza colpisce tutta la Sicilia. Ieri anche Gela si è svegliata sommersa dai rifiuti. I netturbini hanno deciso di astenersi dal lavoro perché temono di non ricevere le spettanze. Una manifestazione di protesta che molti hanno giudicato anomala e che la Cgil ha definito paradossale. Il presidente dell’Ato Ambiente Cl2, Franco Liardo, avanza un sospetto: «Dietro a questa protesta ci sono mani occulte, quelle di qualcuno che fino a qualche tempo fa ha tentato di fare della spazzatura un ricchissimo business, ed ora sta tentando di mettere in atto pressioni. Da quando l’appalto per la gestione dei rifiuti è stato affidato alla Roma Costruzioni e alla Sap srl assistiamo a situazioni assurde. Chi ha mai visto dei lavoratori che devono ricevere lo stipendio giorno 18 scioperare una settimana prima?» L’appal-to per la gestione del servizio rifiuti, dopo tre annullamenti, è stato affidato alle nuove ditte che hanno preso il posto di quelle che compongono la “Ecomed”, finita sotto inchiesta per presunte infiltrazioni mafiose. Lo sciopero di ieri ha paralizzato l’intera città e fermato anche il servizio di raccolta differenziata porta a porta partito da un paio di mesi.

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