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Discariche abusive, Tursi lancia le ronde

Il Comune chiede ai cittadini di armarsi di foto e video camere e inchiodare con filmati e immagini i “pirati dei rifiuti”, ossia chi scarica elettrodomestici, calcinacci e rottami lungo le strade collinari. L’idea nasce dopo gli ottimi risultati, in termini di denunce e sanzioni, ottenuti dai vigili urbani della sezione Ambiente, grazie alle telecamere nascoste al Righi, al Peralto e sul Fasce che hanno permesso di scoprire e filmare smaltitori abusivi che, notte e giorno, scaricavano camion di rifiuti ai margini dei boschi. Certo i dubbi di una degenerazione dell’utilizzo di questi strumenti esiste, ma è lo stesso presidente dell’Ordine degli avvocati genovesi, Stefano Savi, a spiegare che «la privacy è secondaria rispetto alla violazione della legge, questa forma di ronda ecologica, così la definirei, seppur prestandosi a qualche legittimo dubbio sugli effetti più che sugli aspetti giuridici, credo che mirando alla tutela dell’ambiente, e quindi ad un bene pubblico, sia apprezzabile. Specie perché le eventuali segnalazioni saranno vagliate da un’autorità competente. Certo sarebbe meglio che questo lavoro lo svolgesse chi ha la preparazione specifica, ma purtroppo gli organici della polizia municipale sono quelli che sono». L’iniziativa è stata annunciata ieri dagli assessori comunali Francesco Scidone e Carlo Senesi, il primo titolare della Polizia Municipale, il secondo del ciclo dei rifiuti. «È un invito ai cittadini a collaborare attivamente – spiega Scidone – ma non diventerà assolutamente un metodo per risolvere dissidi tra vicini. Riceveremo video e foto solo per discariche abusive, non del cane che sporca per intenderci, e soprattutto non potranno essere mandate anonimamente». «Abbiamo verificato le normative con l’ufficio legale ed è sembrata una strada percorribile, e speriamo che dia i suoi frutti» aggiunge Paolo Monte comandante della sezione Ambiente della Polizia municipale. «Oggi – prosegue Scidone – il Comune con le “isole ecologiche” gratuite e addirittura con il ritiro al piano per costi molto contenuti offre la possibilità a tutti di liberarsi dei rifiuti ingombranti secondo la legge e senza grande impegno quindi è giusto incentivare il contrasto a chi inquina». I problemi però ultimamente nascono anche da un altro filone. Il ritiro obbligatorio dell’usato da parte dei commercianti di elettrodomestici, televisori, computer, ha creato notevoli quantità di pezzi da smaltire e spesso le imprese che svolgono questo servizio o sono del tutto abusive, oppure per dolo, con il fine di risparmiare i costi di conferimento in discarica autorizzate, si liberano di lavatrici, televisori, forni o computer nei boschi sulle alture. Un fenomeno che ne ha generato un altro scoperto dai vigili della sezione Ambiente. Dove si formano queste discariche si impianta una sorta di “catena di smontaggio” formata in genere da cittadini rumeni che fanno a pezzi gli elettrodomestici per ricavare il prezioso rame oppure altri metalli o parti rivendibili.

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