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Detrazioni: niente tagli, scatta la spending

Il Governo prende tempo e per i tagli alle detrazioni Irpef rinvia tutto alla delega fiscale. Non solo. L’obiettivo di recuperare entro fine gennaio 488,4 milioni di euro non passerà più per un aumento della pressione fiscale generata dal taglio degli sconti fiscali sui contribuenti Irpef ma imboccherà la strada della spending review targata Cottarelli.

Il rinvio è stato deciso ieri a Palazzo Chigi, con il pieno assenso dello stesso premier Enrico Letta, dopo che i tecnici dell’Economia hanno presentato il paniere dei possibili interventi: taglio secco lineare dal 19% al 18% del limite delle detrazioni; quello selettivo andando a individuare quelle tax expenditures “sacrificabili” senza incidere sul piano sociale; o ancora con un intervento sempre selettivo ma vincolato al reddito dei contribuenti, andando cioè a mantenere le detrazioni Irpef al 19% solo per i soggetti con redditi più bassi (si veda il Sole 24 Ore di domenica scorsa).

Con una nota diramata ieri dall’Economia e concordata con Palazzo Chigi viene dunque chiarito che la riduzione delle agevolazioni fiscali dei contribuenti, da cui lo Stato come detto punta a incassare 488,4 milioni di euro per il 2014 e oltre 772 milioni di euro nel 2015 così come prevede la legge di stabilità, verrà effettuato in sede di attuazione della riforma del fisco.

«Il Governo – si legge nella nota del Mef – ritiene che la sede più opportuna per esercitare l’intervento di razionalizzazione delle detrazioni, così come previsto dal comma 575 della legge di Stabilità 2014, sia la delega fiscale attualmente in approvazione in Parlamento». E per «evitare qualsiasi ulteriore aggravio fiscale», prosegue la nota, «il Governo provvederà, con apposito provvedimento, ad abrogare il comma 576 della legge di Stabilità 2014 e di conseguenza non vi sarà alcuna riduzione delle detrazioni attualmente in vigore».

Sul tipo di provvedimento da approvare si stanno valutando differenti opzioni (a cominciare da un decreto) ma, come spiega il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, un dato è certo: «I contribuenti possono stare tranquilli non ci sarà nessun taglio delle detrazioni fiscali». Secondo il sottosegretario Baretta la decisione di Palazzo Chigi di ieri «è un primo segnale di un definitivo orientamento verso la politica dei tagli anziché la politica delle tasse».

Questo anche se «un riordino delle detrazioni è quasi necessario ma il Governo lo farà con calma e serenità in Parlamento, all’interno della delega fiscale, evitando i tagli lineari». Non solo. La scelta dell’Esecutivo va letta anche in termini di equità fiscale. «La riforma del sistema delle detrazioni – ha aggiunto il sottosegretario Baretta – deve poter prevedere una più equa redistribuzione che tenga conto delle numerose modifiche, sociali ed economiche, intervenute in questi anni. Per questo non può esaurirsi in una clausola di salvaguardia ma va costruita con un largo consenso sociale e parlamentare, che trova nella delega fiscale, che mi auguro venga approvata al più presto, la sede più opportuna».

Razionalizzare le detrazioni vuol dire dunque spianare la strada a un’opera di revisione mirata e condivisa delle tax expenditures. L’articolo 4 del disegno di legge prevede, infatti, la stesura annuale di un rapporto sulle spese fiscali prevedendo l’eventuale costituzione di una Commissione indipendente composta al massimo da 15 esperti.

Il Governo, inoltre, con la stessa delega potrà adottare decreti legislativi per ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali ingiustificate o superate, fermo restando determinate priorità socio-economiche. Il tutto, peraltro, senza nessun espresso vincolo di bilancio come al contrario la legge di stabilità per il 2014 impone all’Esecutivo.

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