Questo articolo è stato letto 4 volte

Derivati, un punto per gli enti locali

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Depfa Bank e Dexia Crediop contro la sentenza del TAR della Toscana circa l’estinzione anticipata dei mutui sui derivati finanziari acquistati dalla Provincia di Pisa per complessivi 100 milioni di euro per ristrutturare il debito dell’ente locale. Secondo la sentenza della sez. V del Consiglio di Stato n. 5032, (depositata il 7 settembre), spiega una nota della Provincia, si è “chiarito che sono pienamente legittimi sia il potere di annullamento esercitato, sia l’esercizio che ne ha fatto la Provincia di Pisa, anche dopo il provvedimento di aggiudicazione definitiva” ma si è anche “ribadito che è competente in caso di contestazioni il giudice amministrativo italiano e solo questo tipo di giudice: cala dunque il sipario sul processo inglese promosso da Dexia e Depfa, con il duplice rigetto dei motivi di ricorso delle banche e la scomparsa della clausola contrattuale sulla giurisdizione dell’Alta Corte commerciale di Londra che i giudici di Palazzo Spada definiscono “irrilevante”. Il Consiglio di Stato si è anche pronunciato, aggiunge la Provincia, sui “costi impliciti relativi allo swap stipulato non evidenziati nelle fasi precedenti all’annullamento riconoscendo la fondatezza della contestazione dell’ente disponendo un’apposita consulenza tecnica d’ufficio per definire la quantificazione dei costi”. Il presidente della provincia, Andrea Pieroni, si dice “molto soddisfatto della sentenza” che definisce di “valore storico per i principi di diritto che afferma, oltre che per la portata del suo contenuto, estremamente favorevole alla nostra amministrazione: per le banche è un forte monito, dal quale speriamo traggano insegnamento”. “L’importante decisione del Consiglio di Stato, che ha chiuso la partita tra la Provincia di Pisa – Crediop e Depfa, per i derivati fatti sottoscrivere ad oltre 500 enti locali per un valore nozionale di 52,2 miliardi di euro, rende nulli il 95% dei contratti stipulati da banchieri senza scrupoli,offrendo la possibilità ai contraenti l’annullamento in autotutela davanti al giudice italiano”, affermano Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef e senatore dell’Idv, e Rosario Trefiletti presidente di Federconsumatori. Adusbef e Federconsumatori rendono disponibili i loro uffici legali per assistere e tutelare i contraenti e diffidano il governo dal’approvare sanatorie o norme salvabanche. E anche la Regione Lombardia guarda con interesse alla sentenza. A rivelarlo è una fonte legale, all’indomani della sentenza che stabilisce che la competenza sugli atti amministrativi relativi alla ristrutturazione del debito della provincia toscana è della giustizia amministrativa e non di quella ordinaria, di fatto allontanando il contenzioso con le banche dal Tribunale di Londra e aprendo la strada all’annullamento del contratto derivato. La Regione Lombardia sta studiando la situazione e valutando la possibilità di perseguire anch’essa la strada dell’annullamento dell’atto in autotutela. Molto dipenderà anche dal computo dei benefici e dei costi dell’annullamento del contratto. La Lombardia ha avviato una causa per risarcimento danni contro le due banche, accusate di aver caricato costi occulti in occasione del collocamento del bond trentennale e della stipula dei relativi derivati.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>