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Demanio generoso

Si sblocca l’impasse sul federalismo demaniale, a diversi mesi dall’approvazione del decreto legislativo in materia. E i Comuni strappano altri circa duemila immobili che dal demanio saranno trasferiti agli enti locali. E’ il risultato del tavolo di confronto presso il ministero degli Affari regionali, alla presenza dei ministri Roberto Calderoli, Umberto Bossi e Raffaele Fitto, secondo quanto riferito da Roberto Reggi, vicepresidente Anci con delega per le infrastrutture. «Finalmente – ha detto al termine dell’incontro con i ministri – sull’elenco black list dei beni eslcusi si aprirà un tavolo di confronto per riportare nella white list i beni disponibili d’interesse per i Comuni». Si tratta di circa duemila beni tra pregio e Difesa, oggetto in parte di accordi territoriali ancora in corso. Questi accordi ora si considerano superati, secondo quanto garantito da Calderoli, ha riferito Reggi. I beni disponibili per i Comuni salgono così a 14mila. I Comuni daranno un’intesa condizionata il 24 marzo. Intanto si va verso la proroga dei tempi per l’esame da parte della Bicamerale per il federalismo del decreto legislativo in materia di fisco regionale e costi standard. La Bicamerale ha infatti deciso di chiedere ai presidenti delle Camere i venti giorni in più previsti dalla legge delega, però non dovrebbero essere utilizzati tutti: la bozza di calendario stilata oggi dall’Ufficio di presidenza della Bicamerale prevede infatti che si arrivi al voto sui pareri già il 23 marzo. Nulla di fatto invece all’incontro tra governo e regioni che doveva sbloccare le risorse per il trasporto pubblico locale, alle quali è legato il sì delle regioni al decreto sul fisco regionale. Lo riferisce il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al termine della riunione con i ministri Fitto, Bossi e Calderoli. «Il governo ancora non ci ha portato atti concreti», ha spiegato Errani, nonostante nell’accordo del 16 dicembre scorso avesse garantito le risorse. «Attendiamo ancora risposte, perchè l’accordo per noi è determinante» anche e soprattutto in vista del federalismo fiscale.

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