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Delega fiscale: primo sì della Camera

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Primo via libera, dall’Aula della Camera, al disegno di legge di delega fiscale (andrà al Senato in seconda lettura). Una revisione del sistema fiscale che ha le sue origini nel Governo Monti e che aveva visto il suo naufragio, alla soglia dell’approvazione, lo scorso anno, nel momento della crisi di governo, al suo terzo passaggio in Senato. Ad avere fermato il provvedimento principalmente furono le forti resistenze incontrate in Parlamento su temi come la riforma del catasto, l’abuso di diritto e l’accorpamento delle Agenzie (poi assorbito da altro provvedimento). 
Il testo votato dal nuovo Parlamento ripropone lo stesso impianto, ma, in questa occasione, il primo via libera è giunto in tempi piuttosto brevi, dopo sole due settimane di esame in Commissione finanze.

I tempi. Secondo quanto si dispone nel provvedimento, dopo l’approvazione definitiva, il Governo avrà 12 mesi di tempo per adottare i decreti delegati sulla base del d.d.l. Il primo decreto dovrà però essere varato entro 4 mesi, mentre dopo 2 mesi il Governo dovrà riferire alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato di attuazione della delega e in seguito la relazione avrà scadenza quadrimestrale. I decreti dovranno rispettare i principi costituzionali, quelli dell’ordinamento dell’Ue, e quelli dello Statuto del contribuente. Dai decreti delegati, inoltre, non dovrà derivare un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti, al contrario, la delega ha lo scopo di ridurre la pressione compatibilmente con il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione e degli obiettivi europei in materia di conti pubblici.

Riforma del catasto. Con molta probabilità il primo decreto delegato approvato sarà quello che conterrà la riforma del catasto, per la sua urgenza legata al tema dell’imposta sugli immobili e della service tax, come anche per i tempi della sua piena realizzazione, che sono stati stimati non inferiori ai quattro anni. Secondo la delega fiscale il valore catastale degli immobili, che dovrà avvicinarsi a quello reale di mercato senza superarlo, sarà rideterminato in base al calcolo dei metri quadrati e non del numero dei vani, alla tipologia di appartenenza e alla ‘microzona’ nella quale insiste. Per definire la nuova rendita si sottrarrà dai valori di locazione annui l’ammontare di una serie di spese. I comuni saranno direttamente coinvolti nella riforma del catasto, anche attraverso incentivi per quelli più attivi nell’individuare gli immobili non censiti e abusivi e nel definire le nuove rendite e i nuovi valori. Previsto anche un monitoraggio semestrale con relazione del Governo al Parlamento sugli effetti della riforma, per verificare l’invarianza di gettito. Negli altri articoli della delega si prevede che per ogni tributo bisognerà individuare con chiarezza il beneficiario tra Stato, regioni ed enti locali, per evitare il proliferare di addizionali.

Contribuenti. Coordinamento e semplificazione delle norme sugli obblighi dei contribuenti, potenziamento delle forme di contraddittorio tra amministrazione e contribuenti, leale e reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini rafforzamento della conciliazione nel processo tributario saranno questi, secondo quanto indicato dal Cnel, gli elementi alla base della riforma dei procedimenti e del processo in materia tributaria.

Compensazioni. Nel formulare i decreti, il legislatore dovrà basarsi poi su di una tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d’imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico.

Lotta a evasione. Un intero articolo è poi dedicato all’evasione fiscale e prevede che le maggiori entrate dovute al suo contrasto e quello dell’erosione devono essere esclusivamente attribuite al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, ma saranno utilizzati a tale scopo solamente le risorse al netto di quelle necessarie al mantenimento degli equilibrio di bilancio e alla riduzione di debito e Prodotto interno lordo. Dovrà poi essere favorita l’emersione di base imponibile anche attraverso il contrasto di interessi, il potenziamento della fatturazione elettronica e la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti. In commissione Finanze è stato inoltre approvato il cosiddetto emendamento Google, che prevede le multinazionali paghino le tasse alle casse del nostro Paese in base alla percentuale di fatturato realizzato in Italia. I risparmi di spesa derivanti da riduzione di contributi o incentivi alle imprese devono essere destinati alla riduzione dell’imposizione fiscale gravante sulle imprese. In materia di sanzioni, sarà mantenuto il regime penale per i comportamenti più gravi, mentre ci sarà una revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo in base all’effettiva gravità dei comportamenti.

Gioco d’azzardo. Si giunge così all’articolo ampiamente dibattuto in commissione e che prevede i Comuni partecipino alla pianificazione della dislocazione di sale da gioco e punti vendita, che ci siano maggiori controlli anti-riciclaggio, oltre al rafforzamento delle norme sulla trasparenza e sui requisiti soggettivi. Un emendamento approvato in Aula stabilisce inoltre che la pubblicità dei giochi d’azzardo che prevedono vincite in denaro sia vietata nelle fasce protette in tv e radio.

(Fonte: Asca)

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